«Transmitting Architecture», comunicare l'architettura. Su questo tema si è aperto ieri sera a Torino, con una solenne cerimonia nella Reggia di Venaria, il ventitreesimo congresso mondiale degli architetti, promosso dall'Unione Internazionale degli Architetti (Uia), che quest'anno compie sessant'anni e che per la prima volta ha scelto una città italiana per ospitare l'evento: quattro giorni di seminari, incontri, workshop e tavole rotonde che fino a giovedì approfondiranno il rapporto tra architettura e società con la partecipazione di settemila professionisti e studenti da 119 diversi Paesi, oltre 600 relatori (tra i quali Gary Chang, Odile Decq, Peter Eisenman, Hani Rashid e Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006) e 2.500 prenotazioni di ingresso ai vari appuntamenti. La Campania sarà rappresentata dall'architetto napoletano Riccardo Dalisi, designato dagli Ordini degli Architetti ad elaborare un progetto-mostra che li rappresenti. Sulla scorta di incontri e riflessioni gli elaborati e l'allestimento relativo di Dalisi, con un sistema che si potrebbe definire «neopittografico», mostrano l'importanza vitale di tornare ad un'architettura-natura: più che rispettosa, più che ben ambientata, definibile solo attraverso un nuovo sogno. Il compito prefessionale e progettuale (ma anche politico e imprenditoriale) degli architetti, secondo la Federazione Ordini degli Architetti della Campania, «finora è stato troppo costruito, ed assai spesso mal costruito»; di qui, l'obiettivo di «risanare, ricomporre, reintegrare, ri-irrorare di verde il nostro territorio». La nuova architettura, in tale ottica, potrà chiamarsi anche della «decrescita», secondo l'idea guida dell'economista Serge Latouche. Anche il tema cruciale dei rifiuti in Campania è stato affrontato, con il progetto «Campania-Risanata» - titolo centrale dell'allestimento, sei stand nel Padiglione 3 del Lingotto - che propone di riconsiderare i rifiuti non più tali bensì come potenzialmente utili, anzi «preziosi», offrendone un frammento simbolico ad ogni visitatore. Provocazioni e riflessioni. Sulle sfide dell'innovazione e della sostenibilità ambientale, al centro della kermesse che ogni quattro anni si svolge in varie parti del mondo, per un confronto internazionale sulla necessità di scelte condivise. Ad ospitare i convegni, che si aprono oggi con il saluto del ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi e la lectio magistralis di Kengo Kuma, le sale del Centro Congressi del Lingotto e il Palavela Olimpico di Torino. In programma, dibattiti tra architetti e critici, scrittori, sociologi e artisti che dialogheranno sull'architettura come cultura, democrazia e speranza: a Torino, ne parleranno tra gli altri Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, Mario Bellini, Michele de Lucchi e Paolo Soleri. do.tro.
A TORINO Architetti congresso mondiale
Ieri sera a Torino si è aperto il ventitreesimo congresso mondiale degli architetti, promosso dall'Unione Internazionale degli Architetti (Uia). L'evento, che celebra i sessant'anni dell'organizzazione, ha visto la partecipazione di settemila professionisti e studenti da 119 diversi Paesi. La Campania sarà rappresentata dall'architetto Riccardo Dalisi, che ha presentato un progetto-mostra che enfatizza l'importanza di tornare ad un'architettura-natura. Il progetto, intitolato Campania-Risanata, propone di riconsiderare i rifiuti come potenzialmente utili e preziosi.
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