Il retroscena La presidente "gela" tutti nonostante il caldo e polemizza su Finanziaria e federalismo fiscale "I soldi previsti sono un nono del nostro bilancio: troppi per una sola iniziativa" Sono «solo» due milioni di euro, ma rischiano di aprire una grave frattura tra Roma e Torino, tra la Regione e il ministero dei Beni Culturali. Sono i soldi che la giunta Bresso ha deciso di tagliare dai fondi che doveva versare nel 2008 per il neonato Consorzio per la Venaria Reale. Il totale del contributo regionale avrebbe dovuto essere di 4 milioni (contro i due del ministero e i 3 complessivi di Compagnia di San Paolo), ma inopinatamente la giunta, qualche settimana fa, ha deciso di dimezzarlo. Il compito di avvisare il Ministero è toccato allassessore alla cultura Gianni Oliva che, secondo le indiscrezioni circolate ieri durante la «calda» giornata a Venaria, lo avrebbe fatto con una telefonata a Salvo Nastasi, capo gabinetto di Bondi. Nulla di scritto, però, forse perché Oliva sperava che la decisione di Bresso potesse rientrare. Comunque sia Nastasi ha interpretato quellavviso come una possibilità, non come una certezza. E non lha comunicata al ministro. Così solo ieri, al momento dellincontro tra la delegazione ministeriale e quella regionale per la firma dellaccordo sul Consorzio, Sandro Bondi ha saputo da Bresso della autoriduzione decisa da piazza Castello. Non lha presa benissimo, ma con la consueta flemma non ne ha fatto un casus belli. Chi lha presa molto male sembra sia stato Nastasi che nei corridoi dopo la riunione sarebbe stato sentito lanciare oscure «maledizioni» nei confronti di Oliva, ritenuto colpevole del misfatto. Un brutto momento poi, superato, come sempre in Italia, qualche minuto dopo a tavola, nel pranzo che ha riunito tutti i protagonisti della querelle. Il ministro è deciso nel voler evitare polemiche: «Non cè niente di particolare - dice - certo mi auguro che la Regione faccia uno sforzo per riportare il contributo alla quota prevista». Bresso invece, come spesso le accade in questi casi, rincara la dose. Nega con decisione il sospetto avanzato da tutto il centrodestra piemontese, da Enzo Ghigo e Giampiero Leo, che quel taglio di due milioni sia una «rappresaglia» per la nomina a presidente del Consorzio di Fabrizio Del Noce (un nome che lei non gradiva). E contrattacca: «I due milioni in meno? È normale: se il profilo della Finanziaria nazionale resta questo, noi regioni dovremo chiudere i battenti, altro che tagliare. E 4 milioni di euro sono più di un nono dellintero bilancio della cultura, è troppo destinarli tutti a una sola iniziativa. Per cui per ora metteremo la stessa cifra degli altri. Poi se la Finanziaria cambierà, vedremo. Anche perché di federalismo fiscale, dopo tanto parlare, non si vede traccia». (m.trab.)
TORINO - Bresso si vendica: "Taglio 2 milioni"
La presidente della giunta regionale di Torino, Bresso, ha deciso di tagliare i fondi per il Consorzio per la Venaria Reale di 2 milioni di euro, rispetto ai 4 milioni previsti. Il taglio è stato comunicato al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, senza preavviso. Il ministro ha reagito con flemma, ma il sottosegretario Gianni Oliva è stato criticato per aver avvisato il ministro della decisione. La Regione ha poi deciso di mantenere il contributo di 4 milioni di euro, ma il ministro ha affermato che il taglio è normale e che la Regione dovrebbe chiudere i battenti se non aumenta il contributo.
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