Con lo zaino in spalla 750 km in un mese La comitiva di 15 persone con gps "registrerà" i sentieri lungo il percorso Pedule e zaino in spalla. Sono una quindicina e puntano a sud, verso il Naviglio Pavese, per raggiungere Pavia. È la prima tappa di avvicinamento allantica via Francigena che imboccheranno oggi, dopo una notte al campeggio in riva al Ticino, per raggiungere poi Santa Cristina. Una via sempre più battuta negli ultimi anni, quella che un tempo portava i pellegrini da Canterbury a Roma. E riscoperta ormai da tempo da nuovi viaggiatori. Ma questa volta limpegno non è solo camminare. Cè anche lobbligo di raccontare il viaggio, ognuno con il suo mezzo delezione - scrittura, video, fotografia - per farne giorno per giorno un diario collettivo sui siti ItinerAria, lassociazione che ha dato vita al progetto, e su quello della Direzione per i beni librai del ministero per i Beni culturali che ha dato il suo patrocinio. Un racconto che è una sorta di "geografia emozionale" (la nuova disciplina lanciata lo scorso anno in un convegno a Milano da Giuliana Bruno, la studiosa di Harvard autrice dellAtlante delle emozioni) che si intitolerà "CamminaFrancigena: il racconto di un milione di passi". I viaggiatori partiti ieri dal centro cittadino non hanno carte o mappe con sé. Hanno gps satellitari per registrare tracce, e farne poi nuovi percorsi per altri "camminanti". E non hanno il bordone, lantico bastone con tanto di zucca come borraccia, ma bastoncini telescopici. Ognuno va a piedi con la sua intima motivazione nelle gambe e nello spirito: «Cammino perché amo conquistare la terra con i piedi, perché amo la fatica che ti tempra. I trek ti portano dove è tutto bello, sono quasi irreali. Qui cè il magnifico e il bruttissimo», dice Egle Varisco, 33 anni, animatrice teatrale nelle scuole e negli asili milanesi, un Cammino di Santiago già percorso due anni fa. «Cammino in cerca della spiritualità, non religiosa, intima. Per andare verso una meta senza lansia di arrivare», racconta Carla De Bernardi, 55 anni, milanese, fotografa («ma non sono qui né per vendere né per pubblicare: le foto le farò per documentare il percorso»). «Cammino per assaporare la lentezza che ti fa entrare nel paesaggio, che ti fa fondere con lambiente, nel superare ostacoli e difficoltà», afferma Susanna Di Ciò, 45 anni, architetto paesaggista, dipendente dellA2A, raggiungerà il gruppo a San Gimignano ed è qui per conoscere i futuri compagni di viaggio. «Cammino perché amo la storia e larchitettura. Cerco tracce del nostro passato», Vittorio Arancio, 70 anni, medico in pensione di Verbania, il più anziano del gruppo. Ma di chilometri nelle gambe ne ha più di tutti: «Ho fatto 5 volte il Cammino di Santiago. E una volta il Cammino della Plata: 1.400 chilometri in due mesi». «Cammino perché ho chiuso lazienda, venduto tutto e devo svuotarmi la mente», è radicale Ivan Righi, 54 anni, ex imprenditore. Arriverà fino a Lucca, poi lascerà il suo posto ad un altro viandante. Dormiranno in campeggi, palestre, ostelli, scuole: «Speriamo anche in casolari - dice Alberto Conte, 44 anni, ingegnere ex manager, mente e anima di ItinerAria che si occupa della valorizzazione del turismo lento in bici e a piedi in diverse regioni e per diversi enti, pubblicando guide e mappe - . La mia casa di Roppolo, in provincia di Biella, sulla Francigena, è aperta ai viaggiatori. In unepoca di diffidenza e paura verso tutto e tutti, vorremmo ripristinare lantica ospitalità, quando il pellegrino era sacro. Bastava bussare per avere un letto e del cibo. In alcuni luoghi ci aspettano con feste come a Calendasco dove guaderemo il Po. Ma in altri posti non cè nulla di organizzato. Infatti, questo non è e non vuole essere un viaggio organizzato, ma un percorso individuale: si può scegliere di camminare da soli o in gruppo». Ognuno ha zaini di 810 chili. Pochi abiti da lavare lungo la strada. Li segue una macchina con computer portatili che la sera serviranno a documentare il cammino e scaricare le foto. Poi a Bolsena, quando le fatiche saranno quasi finite, finalmente una notte tra le lenzuola in un antico convento: «Mi sono prenotato la suite del Cardinale. Ogni tanto ci vuole».