La Commissione regionale per il paesaggio, che ha esteso i vincoli sullintero colle di Tuvixeddu, era illegittima: un presupposto insuperabile anche per il Consiglio di Stato, che avrebbe respinto il ricorso presentato da viale Trento. Solo indiscrezioni quelle filtrate con insistenza da ambienti giudiziari. Ma pare inevitabile che lultima battaglia sulla necropoli contesa labbiano vinta i costruttori, Coimpresa e Cocco, e il Comune di Cagliari. In nome dellaccordo di programma che apre i cantieri su via Is Maglias e viale SantAvendrace. La sentenza sulla necropoli punito-fenicia - non ancora depositata - conterrebbe gli estremi di una mazzata annunciata. Inevitabile per i giudici bocciare la procedura di nomina della Commissione regionale per il paesaggio, del dicembre 2006. Lorganismo che nellagosto 2007 dichiarò linteresse pubblico sullintera area, doveva essere attivato con legge. Ci voleva il voto del Consiglio regionale, dunque, e non una semplice delibera di Giunta. Lo stabilisce larticolo 137 del Codice Urbani. Lo scrivevano i giudici del Tar Sardegna nei tre verdetti dell8 febbraio, che aveva abolito il vincolo totale. Una muraglia che il ricorso preparato dai legali della regione, Vincenzo Cerulli Irelli, Paolo Carrozza e Gian Piero Contu non ha valicato. «Il Codice Urbani assegna la facoltà di nomina alla Giunta», si legge in quel ricorso. «Moltissime altre regioni si sono comportate allo stesso modo». Argomenti che sembrano ormai perdere efficacia. Se lindiscrezione non verrà smentita, a poco sarà valsa la "scoperta" di 431 tombe fuori dalla zona vincolata in origine. Quei nuovi ritrovamenti sembravano la prova che la tutela della necropoli è a rischio, e avevano attirato anche lattenzione del ministero dei Beni Culturali, costituito in giudizio accanto alla Regione. Bisogna aspettare lintera sentenza per capire se il Consiglio di Stato abbia o meno accolto qualcuno dei motivi di ricorso. Se nelle maglie del verdetto ci sia spazio per una nuova mossa della Regione.