Tornerà a splendere a settembre la facciata del Duomo dei Wiligelmo. Saranno smantellati i pesanti ponteggi di restauro e modenesi e turisti potranno così ammirare nuovamente il monumento. E dalla fine del 2005 che i vari restauratori, incaricati dal Capitolo Metropolitano e dalla Soprintendenza beni architettonici di Bologna, stanno intervenendo sulla Cattedrale per il restyling. I lavori degli esperti e tecnici restauratori non erano più rinviabili visto il grosso pezzo da dieci chili caduto dal frontone nellottobre di tre anni fa. «Abbiamo rimosso - dicono il vescovo Benito Cocchi e il parroco del Duomo Rino Annovi - i ponteggi sul lato nord e quelli interni che sono serviti per i lavori sul rosone del Duecento e sulle vetrate insieme alla manutenzione della tomba cinquecentesca del cardinale Ferrari. A settembre libereremo la facciata e allora si vedrà un risultato straordinario, una superba visione». Lobiettivo che si sono poste le varie istituzioni - il Capitolo Metropolitano e la soprintendenza Beni architettonici per legge responsabile della tutela - che stanno operando sul monumento del 1099 è ambizioso, proseguire dopo il restauro del lato nord di via Lanfranco e della facciata principale con la manutenzione di tutto il lato che affaccia su piazza Grande e infine dellabside che dialoga con la Ghirlandina. Ovviamente serviranno altri finanziamenti rispetto a quelli già attivati per le operazioni tecniche in via di conlusione, in larga parte assiurati dalla Fondazione Casa di risparmio di Modena he ha staccato un assegno di milione e 200mila euro. Fino ad ora i restauri sono conati 450mila euro per il lato nord e ulteriori 450mila per a facciata poi lattenzione ala salvaguardia del monumento non potrà che aumentare, se possibile. Su questo punto cè stata la "preghiera" di Gianfranco Levoni, presidente della Fabbrica del Duomo che riunisce privati ed enti pubblici, al sindaco Pighi: «Caro sindaco chiede Levoni - mi permetto di ricordare che il nostro Duomo deve essere protetto anche dalle manifestazioni con molto pubblico che fatalmente si addossa al monumento». «Con lapprovazione - risponde subito il primo cittadino del decreto sicurezza da parte delle Camere i sindaci dovrebbero avere la possibilità di fare ordinanze urgenti e in più linteresse della comunità che collabora strettamente intorno ai propri monumenti simbolo permette di fare delle economie». Sul capitolo finanziamenti è intervenuto il presidente della Fondazione Landi: «Nella nostra programmazione di finanziamento sulla città - ricorda - prestiamo grande attenzione al restauro dei monumenti che rappresentano lidentità della nostra comunità e per questo il 50 delle erogazioni annuali del settore di arte e cultura se ne vanno per queste finalità». Chiude la presentazione di ieri Graziella Polidori, architetto delegato per Modena dalla soprintendente Sabina Ferrari: «Nel restauri di venticinque anni fa - dice - furono usate sostanze cerose microcristalline sulla pietra di facciata nonostante Cesare Brandi dellistituto del restauro di Roma e il ministero raccomandassero di non farlo».