Il primo è stato George Lucas, che nel 1997 e nel 1999 scelse la Reggia di Caserta per girarvi gli ultimi due episodi di Guerre Stellari. Poi fu la volta di Mission impossible III, il film che ha visto Tom Cruise nei panni di un agente segreto, in parte girato nella Reggia, dove vennero ricostruite le mura vaticane. Dei giorni scorsi è invece il ciak di Angeli e Demoni, tratto dal romanzo di Dan Brown, con Tom Hanks. Un grande richiamo quello esercitato dalla Reggia Vanvitelliana sulle ricche produzioni statunitensi. Che, però, per avere a disposizione per alcuni giorni quel set speciale non devono staccare assegni milionari. Bastano poche migliaia di euro: 5omila nel caso di Mission impossible, poco di più per Angeli e Demoni. È vero che la presenza di troupe cinematografiche formate da centinaia di persone crea un certo indotto sulleconomia locale e che le immagini della Reggia in questo modo girano il mondo. E non cè dubbio che la Campania assediata dai rifiuti abbia in questo momento bisogno di una forte campagna di rilancio (la Reggia ha perso nei primi mesi di questanno il 3o dei visitatori). Mai prezzi scontati per affittare gli spazi del gioiello casertano - e, in generale, di tutti i nostri monumenti- sono laconseguenza dellapplicazione di un tariffario approntato 14 anni fa dal ministero dei Beni culturali. E mai aggiornato. Tanto che gli importi sono rimasti in lire, nonostante lavvento delleuro. Nessuna conversione e nessun adeguamento al costo della vita. Per la felicità delle major cinematografiche, ben consapevoli del risparmio. I soprintendenti potrebbero anche chiedere di più di quanto scritto nel tariffario, perché glielo consente il Codice dei beni culturali varato nel 2004, ma in assenza di indicazioni più precise, quasi tuttipreferiscono attenersi ai vecchi importi del94. Qualche eccezione esiste. La soprintendenza archeologica di Roma, a cui arrivano le numerosissime richieste per utilizzare gli spazi del Colosseo, ha alzato il tiro e alla produzione di Dumper, un film Usa del 2008, ha chiesto 2oomila euro. Comunque niente in confronto al milione di euro chiesto e ottenuto dal Louvre per permettere alla troupe del Codice da Vinci, altra pellicola tratta dallomonimo romanzo di Dan Brown, di entrare per una sola notte nelle sale del museo. Quanto costa affittare il cortile della Reggia di Caserta per un convegno? Bastano 18 milioni. E se ci si vuole girare un film? Con tre milioni ce la si cava. Un po più salato organizzarvi un ricevimento: bisogna sborsare quattro milioni. Di lire, si badi bene. Anche il tariffario che prescrive quanto pagare per utilizzare gli spazi dei monumenti italiani ha, a suo modo, qualcosa di storico: risale al 94, quando leuro non cera ancora. E non è mai stato aggiornato. Ma neanche convertito nella nuova divisa. Tantè che sul sito del ministero dei Beni culturali (www.beniculturali.it) si trova ancora la versione originaria. Quella predisposta 14 anni fa in attuazione della legge Ronche}, che ha per la prima volta aperto le porte dei luoghi di cultura italiani ai privati, sia alle aziende interessate a gestire i servizi museali, sia alle imprese desiderose di utilizzare i monumenti come location per eventi o come set per i film. Le richieste non si sono fatte attendere. E continuano ad arrivare numerose. I più gettonati sono, ovviamente, i monumenti famosi. Il Colosseo ha una lista dattesa lunghissima. Viene chiesto per gli eventi più disparati: pubblicità, film, concerti, happening. Ma alla soprintendenza autonoma per i beni archeologici di Roma si sono dati una regola ferrea: lAnfiteatro Flavio non deve fare da sfondo a pubblicità. Regola che vale anche per gli altri gioielli della capitale. Molto richiesta pure la Reggia di Caserta: vi hanno da poco finito di girare le riprese di "Angeli e Demoni" - il film tratto dal romanzo di Dan Brown, lautore del best-seller "Il codice da Vinci" - che subito dopo nel cortile è stato allestito il palco per il musical "Cats", in cartellone nel Leuciana Festival e di cui si sono concluse le repliche sabato scorso. Daltra parte, disporre di tali scenari unici è veramente a buon mercato. Complice, appunto, il tariffario rimasto ancorato al costo della vita di quattordici anni fa. Alle case di produzione - soprattutto quelle straniere - non sembra vero: set fantastici a poche migliaia di curo. La Reggia è rimasta off limits al pubblico dal 17 al 19 giugno (il primo, però, era normale giorno di chiusura settimanale) per consentire le riprese di "Angeli e Demoni". La troupe ha avuto a disposizione alcuni ambienti interni, tra cui lo scalone donore, la galleria centrale (quella denominata "il cannocchiale"), la biblioteca palatina, il teatro di corte, per poco più di 5omila. Il tariffario I prezzi permettere a disposizione dei privati gli spazi dei monumenti - ma non soltanto quelli, perché si prevedono anche le tariffe per le riproduzioni delle opere darte, per le riprese fotografiche, per le pubblicazioni - sono stabiliti dal decreto del ministero dei Beni culturali 8 aprile 1994. Il decreto dava applicazione allarticolo 4, comma 5-ter, della Ronchey (legge 493), che aveva introdotto la possibilità di concedere ai privati luso dei beni culturali Il Codice Il Codice dei beni culturali (Dlgs 422004) ha riservato ai soprintendenti (articolo 106 e seguenti) il potere di fissare il canone per luso degli spazi dei monumenti, nonché per la loro riproduzione. Tale previsione era già stata introdotta dallarticolo 166 del decreto legislativo 490199 (Testo unico dei beni culturali), che aveva, al contempo, abrogato il comma 5-ter dellarticolo 4 della Ronchey. Il tariffario, però, deve intendersi ancora operativo. Daltra parte, nelle soprintendenze si continua a farvi riferimento euro. Che in parte devono ripagare dei mancati introiti della biglietteria, coprire gli straordinari del personale e, per il resto, rappresentare il "guadagno" dello Stato, quantificato tariffario alla mano. È pur vero che i soprintendenti potrebbero chiedere di più. Larticolo io6 del Codice dei beni culturali (decreto legislativo 42 del 2004) assegna loro ampia discrezionalità nella fissazione del canone per laffitto dei beni. Ma la stragrande maggioranza dei soprintendenti - in mancanza di indicazioni più puntuali - continua ad attenersi ai prezzi del94. Qualche eccezione esiste. A Roma, per esempio, il Colosseo è talmente ambito che si può giocare al rialzo. E così, per le riprese di "Dumper", una produzione Usa di questanno, che per tre giorni - ma senza mai chiudere al pubblico ha utilizzato lAnfiteatro come set per le riprese, la cui immagine compare anche nella locandina, sono stati chiesti e ottenuti 200mila euro. Molti di più di quanti si sarebbe ottenuto se ci si fosse attenuti strettamente al tariffario. Ma molti di meno di quanto chiesti, per esempio, dal Louvre per aprire una sola notte al cast del "Codice da Vinci": un milione di curo. Pagati sullunghia.