LIPARI I «cocci» dormivano nei fondali antistanti il porto Monastero di Lipari nelle Eolie. Ed alcuni di questi, quattro, sono stati recuperati e trasferiti, momentaneamente, al Museo archeologico «Luigi Bernabò Brea» di Lipari. Si tratta di altrettanti grossi vasi di colonnato, venuti alla luce in modo del tutto fortuito qualche giorno addietro. Si stava dragando quel tratto di fondale, appena a dieci metri dalla costa, ed una ruspa li ha letteralmente «incontrati». Secondo una prima valutazione si tratterebbe di manufatti risalenti al III secolo avanti Cristo. I reperti erano soltanto la punta di un iceberg. Giù, ad appena otto metri, i sommozzatori della Sovrintendenza hanno scoperto un «mondo fantastico, in grado di riscrivere, parzialmente, la storia millenaria delle Eolie». «Abbiamo individuato, tra laltro, un muro composto da grossi blocchi squadrati che si estende orizzontalmente per quasi dieci metri», ha detto uno degli escursionisti che ha ispezionato lintera area. Le ipotesi sarebbero due: la prima, secondo gli archeologi guidati dal professor Sebastiano Tusa, direttore della Sovrintendenza del Museo del Mare - «potrebbe trattarsi del porto commerciale eoliano conosciuto in antichità in tutto il Mediterraneo»; la seconda, la più affascinante, che «ci si trovi di fronte ad un vero e proprio segmento di tempio dedicato a qualche divinità, forse Diana o Poseidone, posizionato proprio di fronte a quel porto». Qualche ricercatore è persuaso che questa seconda ipotesi sia più plausibile. Il perché è presto detto: «Insieme a quei basamenti, sono venuti alla luce frammenti di anfore e lampade, utilizzate nellantichità proprio allinterno dei quei templi ai piedi delle statue che rappresentavano quelle divinità. Adesso, bisogna vedere se troviamo le colonne». Ora si pone il problema dei lavori per la messa in sicurezza dei porti e del progetto di un megaporto per cui sono stati stanziati 100 milioni di euro, lavori previsti in zone definite dagli studiosi «di alto interesse archeologico».
DAVANTI AL PORTO DI LIPARI Nuovi reperti del III secolo a.C. nelle Eolie
A Lipari, nelle Eolie, sono stati recuperati e trasferiti quattro grossi vasi di colonnato provenienti dal fondale antistante il porto Monastero. Secondo una prima valutazione, si tratterebbe di manufatti risalenti al III secolo a.C. I sommozzatori hanno scoperto un mondo fantastico, con un muro composto da blocchi squadrati orizzontalmente esteso per quasi dieci metri. Gli archeologi ipotizzano che si tratti del porto commerciale eoliano o di un segmento di tempio dedicato a una divinità, come Diana o Poseidone. I reperti includono frammenti di anfore e lampade utilizzate nellantichità allinterno dei templi.
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