L'intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata sul codice dei Beni Culturali, malgrado un'iniziale giudizio critico espresso dalla Conferenza delle Regioni sul primo schema di codice, e' il frutto di un lavoro di concertazione svolto dal presidente Enzo Ghigo e dai ministri Giuliano Urbani ed Enrico La Loggia. Gian Piero Leo, assessore della Regione Piemonte e coordinatore degli assessori ai beni culturali per la Conferenza delle Regioni lo sottolinea in una nota facendo riferimento anche alla successiva approvazione ottenuta da Anci e Upi. Leo, intervenendo all'audizione odierna davanti alla Commissione cultura della Camera, presieduta da Ferdinando Adornato ha elencato i "diversi elementi positivi" contenuti dal codice: "la definizione precisa e condivisa dei concetti di tutela e di valorizzazione, l'importante previsione della promozione e del sostegno agli atti di conservazione tra le funzioni connesse alla valorizzazione che consentono cosi' alle Regioni di legiferare in tale campo", "l'estensione" delle prerogative regionali ed il "superamento per la prima volta della concezione puramente patrimonialistica dei beni culturali tramite la definizione di musei, biblioteche e complessi monumentali come servizi pubblici". Unico neo del Codice secondo Leo resta "l'eccessiva regolamentazione dell'attivita' di tutela negli oltre 90 articoli".
Leo: Nuovo Codice dà più spazio alle Regioni
L'intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata sul codice dei Beni Culturali, malgrado un'iniziale giudizio critico espresso dalla Conferenza delle Regioni sul primo schema di codice, e' il frutto di un lavoro di concertazione svolto dal presidente Enzo Ghigo e dai ministri Giuliano Urbani ed Enrico La Loggia. Gian Piero Leo, assessore della Regione Piemonte e coordinatore degli assessori ai beni culturali per la Conferenza delle Regioni lo sottolinea in una nota facendo riferimento anche alla successiva approvazione ottenuta da Anci e Upi. Leo, intervenendo all'audizione odierna davanti alla Commissione cultura della Camera, presieduta da Ferdinando Adornato ha elencato i 'diversi elementi positivi' contenuti dal codice: 'la definizione precisa e condivisa dei concetti di tutela e di valorizzazione, l'importante previsione della promozione e del sostegno agli atti di conservazione tra le funzioni connesse alla valorizzazione che consentono cosi' alle Regioni di legiferare in tale campo', 'l'estensione' delle prerogative regionali ed il 'superamento per la prima volta della concezione puramente patrimonialistica dei beni culturali tramite la definizione di musei, biblioteche e complessi monumentali come servizi pubblici'. Unico neo del Codice secondo Leo resta 'l'eccessiva regolamentazione dell'attivita' di tutela negli oltre 90 articoli'.
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