Pieni di errori i 110 cartelli che guidano ai monumenti della città Il Museo di Roma in Trastevere a via Merulana, il Macro diventa "Futura" e manca S. Clemente Sono zeppe di errori le mappe dei 110 cartelli che, da circa due mesi, compaiono accanto ai monumenti più significativi di Roma. La cartina affissa in via del Circo Massimo, ad esempio, spedisce i turisti interessati alle mostre del Macro Future - sezione nellex Mattatoio di Testaccio del Museo darte contemporanea - in mezzo al parco degli Scipioni. Il Museo di Zoologia sta al posto della Galleria nazionale darte moderna, posizionata a sua volta sul luogo del vicino Museo Etrusco di Villa Giulia. Per non parlare dei refusi: "Macro Futura" invece di Macro Future; e il Carlo Bilotti sfigurato in "Museo Carlo Biliotti". Una visita guidata deviante, realizzata secondo un piano di sostituzione delle mappe del Giubileo del 2000 che indicavano le rotte dei pellegrini. Tanto più assurda perché le cartine redatte dalla società Poliedro Interdisciplinarietà, che ha avuto la concessione dal Comune, si trovano sul retro dello spazio riservato ai poster che reclamizzano gli eventi culturali cittadini. «Abbiamo impiegato due anni a fare la cartina. E la Soprintendenza ha valutato e accettato tutto» hanno detto a Massimiliano Tonelli, direttore di Exibart, i responsabili della Poliedro. In questi giorni, sul lato a pagamento delle eleganti strutture in ferro con i pali laterali sormontati da un classicheggiante globo, il Parco della Musica pubblicizza "Luglio suona bene" che prende il via domani allAuditorium. Ma facendo capolino sullaltro lato del cartellone, la musica cambia. Sembra che abbiano assegnato a ciascun museo un numeretto della tombola. E che poi li abbiano gettati alla rinfusa sulla carta. La mappa che si trova in via Merulana ti dice che lì a due passi, dove cè il Museo nazionale darte orientale, cè il Museo di Roma, in Trastevere. E la Galleria nazionale di palazzo Barberini sullomonima piazza? Alle spalle di Santa Maria degli Angeli, a piazza dei Cinquecento. Non tutte le mappe sono uguali poiché non tutta la città è stata fatta rientrare nel rettangolo del cartellone. Ma la porzione scelta non risponde a una logica di prossimità. Dalla mappa di piazza San Giovanni è stata tagliata fuori unaltra basilica del tour sistino, Santa Croce in Gerusalemme; di conseguenza, lattiguo Museo nazionale degli strumenti musicali (numero 31 dellelenco) è stato portato al Celio. E ai cartellone intorno al Circo Massimo si fa vedere il disegno del Campidoglio. Ma dei musei Capitolini, il più importante museo romano, il più antico del mondo, non cè traccia. I poster sono stati realizzati secondo il progetto "Mirabilia" che pone cartelli didattici accanto ai monumenti (come la Farnesina alla Lungara); vicino ai luoghi del Cinema (ad esempio il Circo Massimo per "Ben Hur"); o nei Rioni, per spiegarne forma e storia. Ma talvolta i nuovi bifacciali sono attaccati con la mappa contro il muro, come accade su via del Corso davanti a palazzo Ruspoli o su via Ardeatina nel parco dellAppia Antica. Rispetto ai musei, le chiese non sono state sottoposte a spostamenti clamorosi. Ma abbondano le amnesie. Nelle mappe di San Giovanni e Santa Maria Maggiore (dove peraltro il puntino rosso "voi siete qui" non è riportato sulla basilica, ma chissà dove) cè via Labicana, ma del mitreo e degli affreschi di Masolino da Panicale nemmeno lombra: la celeberrima chiesa di San Clemente non è segnalata. Altra dimenticanza. Il sacrosanto invito "Roma ci accoglie, non offendiamola", sulla mappa viene lanciato in italiano, inglese, francese, spagnolo, rumeno, russo, arabo, perfino cinese. Ma, chissà perché, non in tedesco.