Il tasso di incremento degli anni 2000 è quattro volte inferiore a quello dei Novanta Lasso nella manica del dossier che lassessore Conti si appresta a presentare il 17 luglio Il consumo di territorio continua a crescere. Ma il tasso di incremento degli anni 2000 è di quattro volte inferiore rispetto a quello rilevato negli anni Novanta. Eccolo lasso nella manica. Il dossier riservato che lassessore regionale allurbanistica Riccardo Conti si appresta a presentare il prossimo 17 luglio: uno studio dellintero territorio regionale, provincia per provincia, condotto con laiuto del satellite grazie al programma «Corine land cover», la copertura del territorio europeo con il satellite Corine. «Presenteremo i risultati nel dettaglio - annuncia già lassessore Conti - ma il senso è proprio questo, leffetto delle nostre leggi urbanistiche ha provocato una diminuzione sensibile del tasso di crescita del consumo del territorio». Altroché Regione matrigna del paesaggio e protettrice delle speculazioni. E al contrario la normativa regionale, compreso il tanto contestato Pit (Pianto dintegrazione territoriale) e la delega urbanistica concessa ai singoli Comuni, a dimostrare che la tutela dellambiente toscano si sta facendo più stretta e vigile, è la tesi di Conti. Più i Comuni decidono, in sostanza, meno speculazioni ci saranno. Eppure il direttore della Normale Salvatore Settis si è scagliato sabato proprio questa idea: «Dire che il controllo è più efficiente via via che si scende verso il basso è retorica, non si può decentrare se non ci sono le competenze», ha detto. E ora che i Comuni soffriranno crisi di liquidità ancora più acute in conseguenza della perdita del gettito Ici, la pressione del mattone e degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione dei nuovi insediamenti, è lallarme lanciato sabato scorso da Settis, rischia di dare il via ad una nuova stagione di cementificazione. Anche qui in Toscana. Allarmi e critiche infondate, secondo lassessore regionale: «Noi crediamo che debba essere la democrazia a governare il territorio, con i suoi bilanciamenti e i suoi controlli incrociati. Non possiamo tornare a modelli giacobini di controllo dallalto». Per Conti non basta ridurre il consumo di suolo: occorre che la qualità urbanistica e architettonica simponga come la priorità, fino a contrastare la logica della semplice rendita immobiliare, che pure rischia di ricevere una spinta dalle difficoltà economiche generali e dal miraggio del mattone come bene-rifugio. «Rispetto a Settis abbiamo idee diverse e abbiamo probabilmente anche un respiro europeo diverso, convinti come siamo che il codice del paesaggio debba essere tarato sulle normative europee, ma siamo sempre pronti a confrontarci con lui», sostiene Conti. «Entro lanno faremo il codice del paesaggio e saremo la prima Regione a farlo», aggiunge pure lassessore regionale allindirizzo del direttore della Normale, che sabato ha ricordato come nessuna Regione italiana ha ancora approvato un piano paesistico. (m.v.)
TOSCANA - Il cemento? Cresce di meno Lo dice il satellite Corine
Il tasso di incremento del consumo di territorio in Toscana negli anni 2000 è stato quattro volte inferiore a quello degli anni Novanta. Un nuovo dossier, che lassessore regionale Riccardo Conti presenterà il 17 luglio, analizza il consumo di territorio regionale, provincia per provincia, utilizzando dati del satellite Corine land cover. Il dossier sostiene che la normativa regionale, compresa la delega urbanistica ai Comuni, ha contribuito a ridurre il consumo di territorio. Al contrario, il direttore della Normale Salvatore Settis ha criticato questa idea, affermando che il controllo non è più efficiente se non ci sono le competenze.
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