Il sindaco di Albiano pensa innanzitutto ai mille nuovi posti di lavoro. Legambiente: "Area fluviale a rischio" Anche lAscom cambia linea: "Ma non ci entusiasma tutto quel cemento in quella zona" ALBIANO DIVREA - Gildo Marcelli, sindaco di Albiano dIvrea dice di essere molto soddisfatto per il via libera della Regione al progetto che cambierà il volto della sua città: «Anche se manca ancora un passaggio, il provvedimento finale del settore ambiente della Provincia che raccoglie quello del Comune e quello della Regione. Non credo che da oggi in avanti la strada sarà in discesa, anzi: dobbiamo ancora vagliare il protocollo dintesa e gli accordi di programma, che spero possano essere realizzati entro lanno. Credo che lattenzione debba restare alta, mi auguro che chi è sempre stato contrario al progetto ora non si metta di traverso cercando di bloccarlo a tutti i costi. Si parla di mille posti di lavoro, ma se fossero anche solo cinquecento sarebbe già un grande risultato. Ben venga Mediapolis». Di parere opposto Nevio Perna, portavoce del circolo "Dora Baltea" di Legambiente che con il Fai da anni sta conducendo la battaglia contro la Disneyland del Canavese: «La prima parola che ci viene da dire è questa: sconcertante. Il sito prescelto per Mediapolis è in fascia fluviale, classificazione di rischio 3A e quindi non edificabile. La Regione si sta lamentando per il ritardo nella consegna dei fondi per le alluvioni passate che hanno colpito il Piemonte, e allo stesso tempo dà il via libera per costruire in una zona a rischio. Cè una netta contraddizione. Quel sito ha una falda affiorante, e quindi ci saranno dei costi molti elevati per costruire: dovranno fare delle palafitte, con investimenti esorbitanti. Inoltre, non è mai stata fatta dalla Regione una seria indagine sui vantaggi economici, e sui posti di lavoro, derivanti dal progetto. Ovviamente noi preferiremmo che non si realizzasse unopera di quella portata nel cuore dellanfiteatro morenico, una zona vergine ai piedi del castello di Masino». Contrario anche Francesco Comotto, sindaco di Settimo Rottaro: «E un progetto in cui non credo. Chi ha vagliato Mediapolis se ne assumerà le responsabilità politiche. Non credo sia un modo logico di proporre lo sviluppo di un territorio come il nostro. Se è unidea così vincente, perché non lhanno fatta prima». Per Marco Balagna, sindaco di Pont e vice presidente della Comunità Montana Valli Orco e Soana, «se il parco divertimenti sarà utilizzato come strumento forte di rilancio delloccupazione in Canavese, il mio giudizio sarà pienamente positivo. Contrario, invece, se fossimo di fronte ad una pura e semplice operazione di marketing per affidare servizi allesterno o a "cooperative amiche"». Roberto Tentoni, consigliere provinciale di An, ritiene che «pur con tutte le cautele di tipo ambientale, paesaggistico e relativo alla viabilità, questo sia un sì che sarebbe dovuto arrivare molto prima». Favorevole, dopo il no dellAscom di ormai dieci anni fa, il presidente dei commercianti di Torino, Maria Luisa Coppa: «Se Mediapolis non diventa un centro di grande distribuzione commerciale può anche avere una sua utilità dal punto di vista turistico. Il castello di Masino è vicino, un inserimento di cemento in quella zona certo non ci entusiasma, ma speriamo che continui a permanere quella tendenza di positività che ha il progetto, polo di sapere dal sapore Olivettiano». SEGUE A PAGINA V
PIEMONTE - Il no del Fai. Occupazione o tutela dellambiente? La "Disneyland" continua a dividere
Il sindaco di Albiano, Gildo Marcelli, è soddisfatto per il via libera della Regione al progetto Mediapolis, che prevede la costruzione di un parco divertimenti e centri commerciali nella sua città. Tuttavia, il portavoce di Legambiente, Nevio Perna, è contrario al progetto, affermando che il sito scelto è in fascia fluviale e classificato come zona a rischio. Perna sostiene che la Regione sta contraddicendo se stessa, poiché ha dato il via libera al progetto nonostante le preoccupazioni ambientali.
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