Lettere ostaggio di se stessa senza il cancello torna il degrado LAteneo non lha installato, il Comune invece ha finito A ridosso del chiostro prolifera di tutto: giacigli, escrementi e resti di metadone La preside: "Il rettore ha mandato un ordine di servizio un mese fa" Piazza Brunelleschi è tornata comera, coi suoi ragazzi da zoo di Berlino, le facce imbambolate dalle siringhe e il suo market che non chiude mai. Lo sbarramento è fragile, una rete metallica sormontata da una arancione: la si aggira agevolmente, non è una parete, serve appena a proteggere gli occhi dal solito buio che cè di là, verso il vecchio ingresso della facoltà di Lettere. Piazza Brunelleschi è una tregua che è finita. Il Comune ha terminato il primo lotto dei lavori per il rifacimento della pavimentazione a ridosso delluniversità. Via le protezioni, via gli operai, tornano gli abitanti dei marciapiedi, consumatori, spacciatori o una deriva di altre disperazioni: «Il rettore Augusto Marinelli un mese e mezzo fa aveva mandato lordine di servizio per annunciare che sarebbe stato installato il cancello a protezione di quel "dente" della piazza che porta a uno degli ingressi della facoltà» spiega la preside di Lettere, Franca Pecchioli. Cè laccordo con Palazzo Vecchio, cè il via libera dalla soprintendenza. Ma il cancello non è stato ancora montato e quellangolo della piazza si è ripopolato in fretta. Lattine, bottiglie vuote, vetri rotti, escrementi, cartoni usati come materassi e vestiti e stracci che servono come coperte. Cè odore di piscio e di cose alimentari che marciscono, fogli sparsi, e-mail, lettere private arrivate chissà come su quel marciapiede a ridosso del chiostro di Lettere. A destra una borsa sventrata, a sinistra boccette di metadone e siringhe. Molte siringhe, le vedi anche galleggiare a decine sulle acque luride del tombino. Col caldo il puzzo è insopportabile, si arrampica sulle scale, sale alle aule delluniversità, si attacca ai muri, alle bacheche dietro il chiostro. Mattina di ieri, ore 10. Dai cartoni sul fondo di piazza Brunelleschi si alza un uomo, barcollante ancora per il sonno o per lalcol o le sostanze, vede un fotografo e alza un braccio: «Tu non mi riprendere mentre piscio eh?». Poi rivolto a due marocchini che bivaccano sulla balza delledificio della facoltà li accusa: «Avete ridotto questo posto a un cesso...». Sullo sfondo le vecchie scritte sui muri, «il degrado è divertente», «la vostra legge è un codice a barre» e tracce di altre ribellioni. «In effetti in quello spicchio della piazza la situazione è davvero peggiorata nelle ultime settimane - interviene ancora la preside di Lettere - ma spero sia una questione di giorni, penso siano i tempi necessari allufficio tecnico delluniversità a provvedere. Il "dente" che va dalla piazza al vecchio cancello della facoltà viene ceduto dal Comune in comodato allateneo che si è impegnato a montare un secondo cancello a protezione. Lì gli studenti potranno parcheggiare i motorini e noi la sera ci occuperemo di chiudere tutto». Due anni fa, quando la facoltà rinunciò al suo ingresso «storico» da Brunelleschi per overdose di degrado e aprì laccesso da via Alfani, Franca Pecchioli disse: «Non è una resa, torneremo a riprenderci la piazza». Un proposito che resta sempre valido, col passare del tempo.