La decurtazione dei fondi destinati al Teatro Comunale si aggira sui sei milioni Incontro martedì Il sindaco: "Non ho elementi per dire che una scelta è stata già fatta" Maggio Musicale Fiorentino, il ministro dei beni culturali non tace sul polverone nato intorno ai tagli al Fondo unico per lo spettacolo e alla mancata riconferma dei fondi straordinari elargiti nel 2007 per la settantesima edizione del festival (in tutto, la decurtazione si attesta sui 6 milioni di euro). Anzi: in una nota diffusa ieri, dichiara «la disponibilità del governo a valutare con attenzione la complessa situazione economica del Maggio fiorentino e delle fondazioni lirico-sinfoniche in generale» fermo restando il fatto che «tale valutazione dovrà tenere conto della delicata situazione economica del paese, che richiede di uscire dalla consueta logica del semplice ripiano dei debiti accumulati durante la gestione». E sarà proprio il neoministro ad incontrare il sindaco Leonardo Domenici martedì a Roma. «Non ho per ora elementi - spiega il sindaco - per sostenere che Bondi abbia già fatto una scelta. Durante lincontro parleremo del Maggio ma anche di altre questioni fiorentine che desidero approfondire dopo il recente faccia a faccia a Palazzo Vecchio. Ma vorrei fosse chiara una cosa: non cè nessun retropensiero politico in tutto questo. Non leghiamo quanto sta accadendo ad uno scontro tra una città rossa e un governo di centrodestra, qui la politica non centra niente, ma è in ballo la vita di unistituzione culturale tra le più importanti dItalia». Lintenzione è casomai quella «di aprire un confronto con il governo per il reintegro del Fus - spiega il sovrintendente del Comunale Francesco Giambrone - insieme alle altre fondazioni lirico-sinfoniche, ma anche la creazione, subito dopo lincontro di martedì, di un tavolo di lavoro, convocato dallo stesso sindaco, che metta insieme le istituzioni vicine al Maggio, e i privati». Le linee strategiche sono state decise allunanimità dal consiglio damministrazione nella seduta di venerdì pomeriggio, durante la quale è stata approvata la programmazione fino allestate prossima, comprendente la stagione autunno-inverno e ledizione numero 72 del Maggio Musicale Fiorentino: «Si tratta di un gesto che rappresenta una grande prova di coraggio e di spirito costruttivo per il cda» prosegue Giambrone che, mercoledì, parteciperà con gli altri sovrintendenti dItalia alla riunione dellAnfols, lassociazione nazionale delle fondazione lirico sinfoniche, proprio sul tema del mancato sblocco dellaccantonamento del Fus. Cifre alla mano, Giambrone spiega da cosa derivano i quattro milioni di euro in meno del Fus: «Siamo passati dagli attesi 22,3 milioni ai 18,2 assegnati. Il Fus atteso di 511 milioni è stato ridotto di 55 milioni, così come la percentuale alle Fondazioni lirico sinfoniche, dal 47,8 al 46,3, per noi dal 9,12 al 8,55. Questo - ha sottolineato - nonostante il riconoscimento di un livello di qualità altissimo, il maggiore in Italia, e nonostante il nostro pubblico, questanno, sia salito da 40 a 50 mila spettatori». E quando gli viene chiesto se è giusto mettere a bilancio nel 2008, «sulla fiducia», i due milioni di euro straordinari promessi da Rutelli, ma mai confermati per iscritto, risponde: «Certo che è possibile farlo, visto che Rutelli ce li aveva assicurati. Anche nel 2007 abbiamo agito nello stesso esatto modo. Si tratterà di ridiscutere con lattuale governo decisioni prese da quello precedente. E se al ministero lamentano il fatto che molti teatri, Firenze compresa, hanno compilato un bilancio tenendo conto dei 511 milioni iniziali, e non dei 460 derivanti dallaccantonamento, facendo fede a proiezioni di anni fa, cè una lettera dellAgis datata gennaio 2008 che attesta il Fus appunto a 511 milioni». E se il reintegro non ci sarà? «Potremmo anche decidere di chiudere da luglio a gennaio cancellando tutti gli spettacoli in programma fino a gennaio, ma il risparmio sarebbe esiguo in confronto alla rimessa. E poi, saremmo ancora più penalizzati nella graduatoria della produttività».