ROMA - Va in porto la prima fiducia del nuovo governo Berlusconi sul provvedimento che abolisce l' Ici sulla prima casa, detassa gli straordinari, blocca le addizionali Irpef comunali e regionali e consente la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile. Al sì, dopo qualche brivido, si è aggiunto anche il Movimento per le autonomie che aveva minacciato di non votare il provvedimento lamentando il taglio dei fondi per le opere pubbliche di Calabria e Sicilia: la protesta è rientrata dopo un incontro con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito che ha assicurato il reintegro dei fondi per i Sud. «La fiducia è stata posta per conflitti interni alla maggioranza, noi abbiamo tagliato i nostri emendamenti da 180 a 25», ha detto il leader del Pd Veltroni parlando con i cronisti alla Camera. Poche le modifiche nel maximendamento presentato dal governo: reintegrati i fondi per le metropolitane di Bologna e Torino, i fondi per i porti, quelli per la violenza sulle donne (chiesti con forza dal Pd e dalla ministra Mara Carfagna). La prima votazione (oggi il voto finale) ha visto prevalere il centrodestra con 326 voti contro i 260 dell' opposizione. La kermesse dei provvedimenti del governo ha tuttavia segnato la giornata su molti fronti. In primo luogo il Quirinale: dopo le tensioni con il governo che risalgono al week end e che si sono acuite nella giornata di martedì, il Capo dello Stato ha firmato il decreto legge e il disegno di legge che contengono l' anticipo della Finanziaria e il piano di rientro triennale. La firma è stata tuttavia accompagnata da una lettera che Napolitano ha inviato ai presidenti delle Camere, Schifani e Fini, e al premier Berlusconi sottolineando il «rischio di un serio ingorgo nell' attività del Parlamento». Il Quirinale rileva infatti che si tratta di un atto normativo di «grande ampiezza e notevole complessità» e che il ricorso al decreto legge comporta una «notevole riduzione» dei tempi di esame normalmente garantiti dalla sessione autunnale di bilancio. Di conseguenza Napolitano chiede ai presidenti della Camere, che hanno subito risposto positivamente all' appello, di «intensificare e programmare» i lavori per «garantire tempi sufficienti per un esame approfondito» e «tutelare le prerogative del Parlamento». Intanto dal testo decreto, pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale, che contiene l' anticipo della Finanziaria e la manovra triennale emergono nuovi dettagli e novità. Resta il rischio che dal 1 gennaio 2009 tornerà il ticket da 10 euro sulla diagnostica (ma Sacconi ha convocato un tavolo con le Regioni sul tema), confermata anche la Robin tax e la tassa del 5 per cento dagli utili della coop: insieme finanzieranno la carta sociale per i più poveri. Aumentano i controlli: saranno 200 mila sulle pensioni di invalidità e 110 mila quelli fiscali. Stretta anche sull' accertamento di casi in cui le pensioni vengono ancora erogate a soggetti deceduti. Prosegue il piano taglia-leggi: è prevista la cancellazione di 3.574 norme inutili a partire dal 1884.