AMBIENTE. Serego Alighieri lancia domani a Firenze il suo progetto di tutela, ma in attesa del governo qualcosa possono fare subito anche gli amministratori locali Due scelte imminenti: la Regione può difendere il suo Parco dei Lessini A Negrar Sos per le colline Corriere della Sera, con un editoriale del suo quirinalista, il veronese Marzio Breda, ha chiesto un suo intervento per la Valpolicella. L'Arena e il Corriere furono i giornali di Giuseppe Silvestri, il primo nel dopoguerra a denunciare gli attentati al paesaggio veronese. In attesa di sapere come potrebbe intervenire il governo, e che tipo di «parco» potrebbe comprendere le aree ormai fittamente urbanizzate della Valpolicella, ci sono però scelte imminenti a favore, o contro, aree protette già esistenti o immediatamente realizzabili. La decisione più importante spetta alla Regione Veneto. Il presidente Giancarlo Galan chiamò Eugenio Turri e Mario Rigoni Stern come consulenti per la ricostruzione del paesaggio. Questi due grandi veneti sono scomparsi, ma restano i loro scritti a orientare le scelte degli amministratori. IL CEMENTIFICIO Dal 1962 è una ferita aperta in Valpolicella. Ora progetta di ampliarsi intaccando per 13 ettari lo stesso Parco naturale regionale della Lessinia, che ovviamente si oppone. Spetta alla Regione dare il via libera agli scavi o salvare il Parco dalla stessa Regione istituito. È nel turismo e nella viticoltura il futuro della Valpolicella; preservare il Parco sarebbe anche il modo per garantire, dopo l'ulteriore proroga di 25 anni agli scavi, che l'attività del cementificio giunga a conclusione. Lo ha auspicato un amministratore di lungo corso, l'ex sindaco dc di Marano, Pietro Clementi, con Averardo Amadio del Wwf. LE COLLINE DI NEGRAR Sono la parte ancora intatta di un Comune massacrato dall'edilizia selvaggia (negrarizzato, si dice). Salvarle è possibile, anche senza misure draconiane come il blocco per cinque anni di tutti i cantieri proposto dalla Lega Nord. Basterebbe adottare le stesse misure di salvaguardia già in vigore sulle limitrofe colline di Verona. Così la pressione speculativa (i finti annessi rustici, le villette spacciate per ricoveri di attrezzi) non dilagherebbero verso Montecchio e oltre, come altrimenti è facile prevedere. Domani a Firenze sarà presentato il progetto per un «parco della Valpolicella» che salvi il salvabile di una zona tra le più famose del Veronese, per merito del vino, ma avviata a trasformarsi da «terroir» a periferia suburbana e zona industriale. A Firenze, perché in Toscana Alberto Asor Rosa guida la difesa delle colline chiantigiane da cementificazioni altrettanto distruttive. Se il grande studioso di Boccaccio difende il paesaggio toscano, quello della Valpolicella ha trovato un paladino nell'erede di Dante, Pier Alvise di Serego Alighieri. La battaglia di Serego, fondatore dell'osservatorio Salvalpolicella, è stata portata all'attenzione del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. Anche il
PAESAGGIO - Valpolicella, quale parco per salvarla
Il progetto di Pier Alvise di Serego Alighieri per un parco della Valpolicella è stato presentato a Firenze. Il progetto mira a salvare il paesaggio della zona, che è stata minacciata dalla cementificazione. La Regione Veneto ha il potere di decidere se il progetto viene realizzato. Il progetto prevede la creazione di un parco naturale che copra aree ormai fittamente urbanizzate della Valpolicella. La decisione è importante per il futuro del paesaggio e della viticoltura della zona. Il progetto è stato sostenuto da Pier Alvise di Serego Alighieri, che è l'erede di Dante e ha fondato l'osservatorio Salvalpolicella.
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