Otto università studiano la storia del castello Un'indagine ha già datato l'occupazione prima del 971 Riprendono le ricerche archeologiche sul castello di Illasi, grazie alla collaborazione fra il Comune, l'Università di Verona (che ne ha la direzione scientifica con il professor Gian Maria Varanini e l'archeologo Fabio Saggioro), il Politecnico di Milano e la disponibilità e sensibilità della famiglia Sagramoso, proprietaria del millenario maniero che si eleva sul colle sopra il maestoso parco secolare. «La ricerca è finalizzata alla conoscenza e al recupero del manufatto architettonico del castello», spiega Saggioro, «e ci proponiamo due obiettivi: capire evoluzione e storia del castello e indagare la struttura architettonica del palazzo o più in generale degli elevati esistenti, unici nel loro genere». La campagna, iniziata in questi giorni, proseguirà fino al 18 luglio e vedrà la partecipazione di studenti dell'Università scaligera e degli atenei di Bari, Bologna, Catania, Napoli, Padova e Pavia. Tre anni fa, un identico intervento evidenziò un livello di calpestio con ceramica grezza del XII-XIII secolo, un successivo livello di terreno molto organico in cui era testimoniata la presenza di edifici in legno, per arrivare a livelli abitati comparabili con le età del Ferro e del Bronzo che confermerebbero un'occupazione stabile del monte ben anteriore al 971, data del primo documento che cita un "castrum illasiense". V.Z.