Il monastero guarda il mare Dopo gli scavi, oggi l'apertura del monumento PIOMBINO. Un importante cenobio, sorto attorno all'anno Mille, nei boschi del promontorio di Piombino. È questo il primo tassello per ricostruire la Populonia medievale: una chiesa a tre absidi, una navata e il chiostro, che furono convento benedettino, trasformato in romitorio guglielmita nella seconda metà del XIII secolo. Appartiene al nuovo percorso di visita del Parco archeologico di Baratti e Populonia - denominato appunto "Via del Monastero" - che collega via delle Cave e la necropoli etrusca delle Grotte, con i resti del convento benedettino. Ora l'imponente monumento medievale, grazie a importanti campagne di ricerca, è ritornato a raccontare la sua storia. Una storia che il visitatore potrà da oggi ripercorrere, nella lentezza di un giorno diverso quando, lasciato alle spalle il frastuono del mondo, si ritroverà a camminare sui sentieri del Parco, assaporando il silenzio della natura e il respiro del mare a pochi passi, con la sensazione che il tempo si sia all'improvviso fermato. A rendere visibile il monastero di San Quirico sono state le campagne di scavo avviate nel 2002 dall'università di Siena e dalla Cà Foscari di Venezia, che hanno aperto un sipario sulla storia del golfo di Baratti e di Populonia, secoli dopo la scomparsa dell'antica città etrusca e romana, come se fosse riapparsa la mappa reale dell'antico monastero. Le tre absidi della chiesa, un'architettura monastica classica degli anni del medioevo, sono nuovamente visibili, l'edificio, il primo a essere costruito nella seconda metà dell'XI secolo, è orientato da est, con una lunghezza inferiore ai quindici metri e una larghezza minore di quattro e vi si entrava solo dal chiostro: la navata era piccola, corrispondente alle strutture, ben più remote, di una precedente cappella rurale. Storie di vita lontanissime, che gli scavi ci hanno restituito attraverso un patrimonio immenso composto da un migliaio di frammenti, fra capitelli, colonnine spezzate ed elementi strutturali: piccole sculture raffiguranti leonesse, lupi, cani, arieti, grifi, vitelli e che, dopo cinque anni di ricerca archeologica sono tornate a noi. Il monastero sarà presentato al pubblico, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Livorno, oggi alle 16,30, a conclusione di un progetto frutto della collaborazione tra Ministero per i Beni culturali, Comune di Piombino, l'equipe universitaria (Siena e Cà Foscari di Venezia) e la società Parchi Val di Cornia. L'appuntamento, è al centro visita dell'Acropoli, nel Parco archeologico di Baratti e Populonia. Saranno presenti i curatori della ricerca, Sauro Gelichi, dell'università Ca' Foscari di Venezia, e Giovanna Bianchi, dell'università di Siena. All'inaugurazione seguirà, alle ore 18,30, la visita al sito, con aperitivo finale all'Acropoli.