Torna Casorati In arrivo un taglio drammatico per il Comunale alla vigilia dellinizio dei lavori per il nuovo teatro Ieri si è svolto un cda tesissimo: oggi lannuncio delle strategie anti crisi FULVIO PALOSCIA -------------------------------------------------------------------------------- sei milioni e mezzo di euro. Si attesterebbero intorno a questa cifra i tagli del governo al Maggio Musicale Fiorentino. Quattro deriverebbero dal mancato sblocco dellaccantonamento sul Fondo unico dello spettacolo, oltre che dal nuovo sistema di distribuzione del Fondo, che privilegia non la qualità ma la quantità della produzione delle fondazioni lirico sinfoniche. E se nelle graduatorie inerenti la qualità il Maggio risulta ai vertici (tanto che ledizione in corso del festival registra un aumento di vendite del 25 per cento al botteghino), non è così per la produzione, tallone dAchille del Maggio, sia per i problemi logistici di un edificio teatrale non adatto ad un alto turnover di eventi, sia per il processo di risanamento economico ancora in corso. Ai quattro milioni si aggiungerebbe la mancata riconferma dei 2 milioni di euro straordinari erogati dal ministero nel 2007, in occasione della settantesima edizione del Maggio, che lex ministro dei beni culturali Rutelli aveva però assicurato e che dunque sono stati messi in bilancio. Dei nuovi problemi economici che rischiano di travolgere il Comunale, di questa mannaia pesantissima che si abbatte sulle casse del teatro si è parlato ieri pomeriggio in una preoccupata e tesa seduta del consiglio di amministrazione, da cui è emersa lunanimità e la compattezza del cda bipartisan nel dire no ai tagli del governo. I dettagli di quanto deciso ieri saranno comunicati in una conferenza stampa, stamani, a cui parteciperà lintero cda compreso il presidente - il sindaco Domenici - e il sovrintendente del Maggio Francesco Giambrone. Di fatto, da oggi potrebbe aprirsi un vero e proprio braccio di ferro tra il Comunale e un governo di centrodestra che penalizza «Firenze la rossa» (è di qualche giorno fa lannuncio, fatto da Matteoli, del no alla legge speciale). Appare ovvio che saranno attuate tutte le strategie possibili, in vista anche della proposta di legge di Bondi sullautonomia della Scala e di Santa Cecilia, accolta in modo tuttaltro che positivo dalle fondazioni lirico-sinfoniche: da colloqui con il neo ministro, alla costituzione di un vero e proprio fronte contro i tagli insieme alle altre fondazioni, fino ad azioni forti e clamorose. E pensare che proprio ieri, il presidente dellente Cassa di Risparmio di Firenze Edoardo Speranza ha sottolineato come la collaborazione con il Maggio debba sempre più essere nel segno «di una politica di sviluppo, e non di sopravvivenza». La dichiarazione durante la presentazione del ritrovamento di un pezzo della storia del festival: un bozzetto scenografico di Felice Casorati per La Vestale di Spontini, che fu rappresentata durante la prima edizione del Maggio, nel 1933, sul podio Vittorio Gui. Disperso in epoca imprecisata, la sua ricomparsa sul mercato è avvenuta in unasta della Casa Pandolfini: lopera è stata acquistata dallEnte Cassa di Risparmio di Firenze su indicazione del conservatore dellarchivio storico del Maggio, Moreno Bucci. Il bozzetto sarà esposto dall11 al 26 ottobre al Comunale nellambito del progetto di divulgazione della lirica «Recondite armonie» per poi trovare posto nel Museo del Maggio, allinterno del nuovo teatro «dove potremo rendere visibili in via permanente importanti elementi di un patrimonio culturale importantissimo», dichiara Giambrone. Stasera, intanto, al Comunale (20.30), il norvegese Erild Remmereit, uno dei più promettenti direttori della giovane generazione, allievo di Mehta, assistente di Bernstein e Myung Whun-Chung, è protagonista del penultimo appuntamento con lintegrale delle sinfonie di Beethoven: stasera le numero 2, 8 e 6.