Il sindaco reagisce alle dichiarazioni della Regione: «Non parli chi ha protetto Orazi» VERONA Alla vigilia dell'incontro tra il governatore Giancarlo Galan e il ministro a Beni e attività culturali Sandro Bondi (in programma stamattina a Roma),il sindaco Flavio Tosi alza il tiro e spara bordate in direzione di Venezia. Oggetto del contendere la politica culturale veronese e le critiche mosse ieri da Franco Miracco, portavoce del governatore, dalla colonne del «Corriere di Verona». «Da che pulpito vengono le critiche», tuona Tosi. «Da che pulpito vengono le critiche», tuona Tosi. E argomenta: «Chi ha taciuto per 5 anni sulla gestione Orazi-Zanotto (e se qualche volta ne ha parlato, lo ha fatto solo per lodarla); chi ha fatto finta di non vedere ciò che non andava in Fondazione per 5 anni (e non mi riferisco solo al buco di 20 milioni di euro); chi ha taciuto per 5 anni sulla sproporzione tra costi e visitatori dei grandi eventi culturali veronesi (più onerosi per il Comune di quelli proposti da Goldin); chi se la prende persino con la Chiesa veronese colpevole - fatto inaudito - di non aver presenziato a un'iniziativa culturale della Regione, quantomeno dovrebbe avere l'umiltà di tacere per i prossimi 5 anni». Ovviamente la dichiarazione del sindaco, pur se diretta formal-mente a Franco Miracco, intende colpire un obiettivo più alto: il governatore Galan. Uno strappo, quello di Tosi, nel vero senso della parola, che si percepisce ancor di più nel prosieguo della sua analisi. «Non c'è nessuna lontananza - afferma il sindaco - fra istituzioni veronesi e cultura. Ho l'impressione, semmai, che se c'è una lontananza, sia tra Verona e Venezia e che qualcuno (superior stabat lupus...) cerchi qualsiasi pretesto per accusare la politica culturale di Verona, dimenticando che i consigli li prendiamo in considerazione, i diktat li rispediamo al mittente). Un messaggio chiaro a Galan, dunque: «Ti ascoltiamo, ma non facciamo quello che vuoi». Un messaggio cui il governatore, tramite il portavoce Miracco, risponde così: «Le mie intenzioni erano quelle di aprire un dialogo positivo tra Regione e chi segue la politica culturale veronese. Ma, evidentemente, le mie parole hanno scatenato una reazione scomposta». Un attimo di riflessione e poi parte il contrattacco veneziano: «Vorrei ricordare al sindaco Tosi che la Regione ha raddoppiato del 100 (da 1 a 2 milioni di euro) il proprio contributo all'Arena, mentre mi pare che quello del Comune alla Fondazione sia di 300 mila euro l'anno. E mi pare anche che il Comune di Venezia dia alla Fenice 4 milioni e 400mila euro. E poi, cosa dovevamo denunciare? Da un bel po' di tempo, tra l'altro, c'è una situazione vergognosa che ci porta a non avere il nostro rappresentante nel cda e non per colpa di Galan, ma per le beghe politiche dei partiti che non trovano un accordo. Per favore, Tosi lascia stare la Regione che per l'Arena ha fatto sicuramente più del dovuto». La polemica è destinata a lievitare. E oggi, Galan potrà togliersi qualche sassolino dalla scarpa durante l'incontro con il ministro Bondi. «Gli farò presente - dice il governatore - che a Verona ci sono stati atti e scelte unilaterali e che noi vogliamo capire». Quanto alla polemica con la Chiesa veronese, Miracco riparte all'attacco e dice: «Di cosa dovremmo scusarci con la diocesi di Verona? Forse di averle dato 500 mila euro per la visita di Benedetto XVI di due anni fa? La verità è che a prescindere dalle polemiche, ho notato che nel corpo della città manca una vivacità culturale. E non è una questione politica, perché nelle province di Treviso e Vicenza questa vivacità l'abbiamo riscontrata. E non a caso ho nominato due territori amministrati dallo stesso partito del sindaco Tosi».