Dal 29 giugno al 3 luglio si svolgerà a Torino il XXIII Congresso mondiale degli architetti, dove i più autorevoli progettisti della scena internazionale discuteranno del ruolo attivo di cui si deve far carico l'architettura moderna nell'essere testimone del proprio tempo. Oggi guardando soprattutto in direzione di un futuro ecosostenibile Sono le "Olimpiadi" dell'architettura. E, per la prima volta dalla loro fondazione, nel 1948, si terranno in Italia. In un'epoca in cui ogni trasformazione sociale, ogni modifica storica spesso viene accompagnata da cambiamenti nel tessuto urbano della città come nel modo di abitare e di concepire gli spazi in comune, il Congresso mondiale degli architetti, che si tiene a Torino dal 29 giugno al 3 luglio, diviene immediata occasione per riflettere sul modo in cui l'architettura può accompagnare e indirizzare i cambiamenti sociali. La manifestazione, promossa dall'Unione internazionale degli architetti, raduna in una serie dì sessioni ed eventi che si snodano ih percorsi tematici, i maggiori architetti e urbanisti del mondo, pronti a interrogarsi sul futuro di quest'arte. Le lingue ufficiali del congresso sono l'inglese, il francese, il russo e lo spagnolo, a cui si aggiunge la lingua del Paese ospite. Al termine dei lavori segue l'assemblea generale durante la quale il bureau uscente dell'Uia presenta un bilancio del proprio mandato e i delegati all'assemblea eleggono le nuove cariche e selezionano la città che ospiterà il congresso dopo sei anni. Il congresso include una cerimonia di premiazione durante la quale vengono assegnate le Medaglie d'Oro Uia e i premi ai vincitori dei concorsi riservati agli studenti. Contemporaneamente allo svolgimento del congresso è allestita una fiera internazionale a carattere commerciale di prodotti legati all'architettura e all'edilizia. È previsto a Torino l'arrivo di oltre settemila partecipanti ai lavori. Il tema del ventitreesimo congresso è "Comunicare l'architettura", inteso nel modo in cui si trasmettono indirizzi e sensibilità diverse nel tempo e nello spazio. L'architettura, disciplina che trasforma nel tempo ciò che ci sta intorno e che dialoga con tutti, deve misurarsi con le grandi questioni di questo secolo: la riduzione delle risorse naturali, lo sviluppo sostenibile, i processi dì inurbamento, l'integrazione, la convivenza e la sicurezza. Temi e problematiche di grande interesse anche per il nostro Paese, che a lungo dibatte sulla realizzazione dì alcune opere infrastrutturali come il Ponte sullo Stretto o le linee ferroviarie ad alta velocità. O che si interroga sul futuro urbanistico di Milano, sulle trasformazioni che dovrà accogliere per ospitare al meglio l'Expo del 2015. Una grande vetrina internazionale per l'Italia, come evidenziato dal presidente del Consiglio nazionale degli architetti Raffaele Sirica, che spiega come a Torino si voglia comunicare "l'architettura quale organismo vivente in simbiosi con l'Uomo e con la Natura per esprimere i problemi della società contemporanea insieme alle potenziali risposte che la nostra professione può esprimere". Per Sirica "l'architettura dell'era elettronica e digitale deve, infatti, contribuire a neutralizzare le patologie delle grandi aree urbane, superare i linguaggi, sia accademici che sperimentali che ignorano la crisi ambientale e sociale, perché il valore di testimonianza civile dell'architettura risiede oggi, tra l'altro, nella sua capacità dì contribuire a costruire un futuro ecologicamente sostenibile". Scopo del convegno è quindi trasmettere le energie e i valori dell'architettura; insieme ai valori che essa comunica. Sede delle manifestazioni è il Lingotto di Torino, esempio chiarissimo di come un luogo del lavoro sia diventato, insieme ad un pezzo circostante di città, un luogo dove si esprimono al meglio l'arte e l'urbanistica contemporanee. Altre sedi dei lavori sono il Padiglione Ovai, costruito in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006, e la reggia di Venaria Reale, dove si svolgerà la cerimonia di inaugurazione dei lavori. Tra gli architetti che interverranno ai lavori si annoverano Mario Bellini, Gary Chang, Michele De Lucchi, Peter Eisenman, Massimiliano Fuksas, Thomas Herzog, Knafo e Klimor, Kengo Kuma, Dominique Perrault, Renzo Piano, Hani Rashid, John Rykwert, Alvaro Siza, Paolo Soleri, Muhammad Yunus: tutti intenti a raccontare le tre diverse fasi del congresso, dedicate ai temi della Cultura, della Democrazia, della Speranza. La Cultura da intendere come linguaggio dell'architettura contemporanea, capacità di ascoltare e realizzare i desideri dell'uomo trasformandoli in forme dell'abitare e del vivere. Per non ripetere errori commessi in passato, il consesso torinese si chiede se oggi gli architetti siano in grado di percepire concretamente gli indirizzi della committenza. La sessione intitolata alla Democrazia, in programma dal primo luglio, cerca di spiegare il ruolo dell'architettura nei processi decisori relativi alla trasformazione del paesaggio urbano, anche nei confronti dei sistemi di comunicazione tra architetti e Pubbliche amministrazioni, da un lato, e cittadini dall'altro. Oggetto di analisi sarà il fenomeno nimby, come la riqualificazione delle periferie e delle aree di archeologia industriale, sino ad interpretare come i grandi fenomeni economici, nell'era della globalizzazione, riescano a condizionare le scelte di pianificazione del territorio e di realizzazione delle opere architettoniche. Un'opera che necessariamente determina un coinvolgimento degli enti locali interessati dalla riqualificazione delle aree, a partire dai Comuni. "Non possiamo pensare che l'Italia possa fare a meno di moderne infrastrutture, dobbiamo puntare con maggiore decisione sulla qualità dell'architettura per usare il territorio con saggezza", spiega il responsabile Turismo dell'Anci Antonio Centi, manifestando apprezzamento per la kermesse mondiale di Torino. "Purtroppo in Italia solo il dieci per cento delle abitazioni è progettato da architetti", spiegano all'Anci, lamentando le conseguenti ripercussioni negative sulla qualità dèi manufatti, senza il "bagaglio di professionalità" del progettista. Sullo sfondo dei rapporti tra mondo dell'architettura ed enti locali anche la promessa, fatta dal premier Berlusconi in campagna elettorale, di lanciare un nuovo piano per la casa, sulla falsariga di quello "Fanfani" del dopoguerra, in grado di consentire l'accesso alla casa soprattutto alle giovani coppie: un problema molto avvertito nelle grandi città. E il desiderio di costruzione di nuovi quartieri e realtà urbane sì accompagna al terzo tema del congresso: la speranza. Speranza di un mondo nuovo e moderno nel quale l'innovazione tecnologica e l'architettura sposino i principi della sostenibilità ambientale, creando nuovi paesaggi, trasformando il territorio in armonia con la natura, mediando la partecipazione sociale alle scelte del futuro. In quest'ambito saranno presentati i progetti già appaltati per alcuni casi di architettura residenziale in realtà quali il Brasile e la Gran Bretagna, che potrebbero essere esportati anche in Italia. La conclusione dei lavori sarà affidata a una lectio magistralis di Terunobu Fujimori, dal titolo "L'architettura è per tutti". Insieme alla prolusione di Fujimori sarà letto il "Manifesto di Torino", documento che riassumerà lo spirito dei lavori impegnando la comunità internazionale degli architetti nei prossimi anni.