Amore perché l'architetto dà forma all'idea imprenditoriale, all'adorazione economica, l'imprenditore ama l'architetto affidandogli, in un rapporto quasi rinascimentale, le suo intuizioni imprenditoriali. L'imprenditore vede realizzarsi la sua idea, l'ambizione di plasmare il territorio con edifici, illudendosi di affidare all'immortalità le sue opere e di lasciare cosi una testimonianza della sua presenza nei tempi futuri, ottenendo un brillante profitto. Ma il rapporto diviene anche di odio quando il progetto redatto dall'architetto si dimostra che è troppo caro nella sua fase realizzativi o per le complessità delle tecniche, richiede tempi troppo lunghi di costruzione, ritardando la fine dell'operazione. Oppure l'architetto s' innamora del suo progetto a scapito della buona commercializzazione del prodotto. Tutto questo è una miscela esplosiva nella relazione tra architetto e imprenditore. Ma perché non si ripropone un nuovo rapporto tra le parti! Perché l'imprenditore e l'architetto non ridisegnano le loro aspirazioni ponendosi come vero obiettivo il cittadino, il semplice e comune cittadino! Questi chiede di vivere in città dove può trovare alloggi ragionati e ben studiati, con giardini e parchi, con adeguati servizi alla persona, con punti di socializzazione e di spettacolo. Perché non si pensa di offrire una "Città ideale" dove il cittadino possa vivere in armonia? Uno spunto importante viene dalla Francia con la "Commissione Attali". Tra le buone "ricette" proposte si evidenziano due importanti obiettivi che dovrebbero sollecitare l'interesse di architetti e imprenditori: il primo, per la realizzazione di 500mila nuovi alloggi all'anno, e il secondo, per la costruzione entro il 2012 di Ecopolis, cittadina di 50mila abitanti che integri alta tecnologia e rispetto per l'ambiente.