Abbandonata la sede storica ora è fruibile in versione Internet Oltre seimila beni catalogati tra dischi, spartiti, foto e filmati che aspettano di essere collocati in una sede adeguata. Un patrimonio inestimabile quello del museo etnicomusicale «I gigli di Nola», che cerca casa dopo l'abbandono della sede storica di Via San Felice, ove un tempo era situata una delle porte di accesso alla antica Chiesa di San Paolino. L'altra versione però, quella virtuale, è visitabile e fruibile all'indirizzo internet giglidinola.it e ribalta storia, immagini e musiche in tutto il mondo. La «mission» insomma non si è interrotta affatto, il Museo è da tempo impegnato in un'incessante azione di tutela e promozione dell'aspetto etnomusicale della festa nolana e, più in generale, delle tradizioni folkloristiche dell'agro nolano, del Sud Italia e dell'area mediterranea. «Nonostante le difficoltà di carattere logistico - dice Felice Ceparano Presidente dell'associazione Extra Moenia - continuiamo nell'opera incessante di promozione della festa attraverso mille iniziative. L'obiettivo ora è quello di trovare una sede». Tra i pezzi pregiati figura un canto popolare dei venditori della festa, registrato su un 78 giri del 1910 dal titolo «'e Gighe 'e Noia» prodotto dalla Phonotype record. «Abbiamo già acquisito una serie di filmati su pellicole che vanno dal 1928 fino agli anni 40 che stiamo restaurando - annuncia il Presidente di Extra Moenia - mentre oltre 500 canzoni possono essere ascoltate all'archivio sonoro della canzone della Rai di Napoli». Il museo ha fornito anche il materiale per una tesi su Felice Natalizio, con la quale si è laureata la studentessa Nadia Vitali alla facoltà di Lettere della Sapienza di Roma. Dal 2001 il museo ha già realizzato una serie di iniziative tutte finalizzate alla promozione della kermesse nolana. Tra queste il progetto «La scuola adotta la festa» in collaborazione con Extra Moenia, col patrocinio morale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e della Regione Campania, finalizzato a promuovere la conoscenza, la tutela ed il rispetto dei beni immateriali campani, attraverso l'«adozione», da parte delle scuole coinvolte, della festa o delle tradizioni folkloristiche del proprio paese dì appartenenza. E in quest'ultima edizione sono state oltre cento le scuole campane che hanno partecipato all'iniziativa. Infine l'allestimento di una mostra nell'ambito dell'evento «Ieri, oggi, domani - L'Italia delle tradizioni» organizzato dal Ministero per i Beni Culturali, tenutosi al complesso del Vittoriano a Roma a febbraio scorso. Un'idea nata 8 anni fa II Museo etnomusicale nasce a Noia il 2 maggio 2000, con delibera di Extra Moenia. L'idea si innesta in un percorso globale di rivalutazione e tutela di uno dei maggiori beni immateriali italiani: la Festa dei Gigli di Noia. Il luogo prescelto come sede trasuda storia ed antiche memorie. Da qui, infatti, come informa lo storico Ambrogio Leone nel suo «De Nola» (1514), partivano le antiche celebrazioni per la festa, ed oggi, da qui riparte un luogo di tutela e di valorizzazione della una tradizione folkloristica.