Ambiente. Un appello (e un avvocato) contro un villaggio vacanze. Ma la gente del posto: questi vip ci danneggiano SPONGANO (Lecce) Un milanista come Diego Abatantuono e un interista come Gherardo Colombo che si ritrovano dalla stessa parte della barricata sono un fatto «eccezziunale». Se poi a loro si uniscono Giuseppe Bertolucci e Cristina Comencini, Paola Pitagora e Lunetta Savino, Riccardino Scamarcio e Valeria Golino, allora vuoi dire che il fatto è serio. Perché tutta questa gente non si è limitata a firmare il solito appello accorato a favore della bellezza del luogo in cui trascorre le vacanze in Salento, tra il mare blu di Castro Marina e gli ulivi secolari di Spongano , ma si è trovato un avvocato, Marcello Petrelli, e un paio di alleati determinati, Italia Nostra e Giuristi democratici, assieme ai quali ha scritto alla Regione Puglia una lettera che potrà interessare qualche magistrato attento. All'origine di questa «rivolta dei vip», come l'ha definita il Corriere del Mezzogiorno, c'è il progetto di un villaggio turistico che si vorrebbe realizzare su un'area di 23 mila metri quadrati. Otto corpi di fabbrica da tre appartamenti ciascuno, quattro da due appartamenti e tre da uno, più i locali per la ricezione e gli spogliatoi per le attività sportive. Il complesso, sulla carta, occuperebbe una superficie di 1.900 metri quadrati e un volume di 6.900 metri cubi. Perché sulla carta? Perché, come vedremo, con questa operazione il rischio, 0 la certezza, è che l'indice di fabbricabilità faccia un salto quintuplo e passi da 0,4 metri quadri per metro cubo a 2. In altri termini, i 6.900 metri cubi diventerebbero 45.000. E questo in un'area in cui gli ulivi secolari (vincolati da una legge regionale che ne scoraggia l'espianto e il commercio) sopravvivono in pace fin dall'arrivo dei Greci e sono parte di «un paesaggio delicato, in cui scrivono i firmatari del documento persino le pietre meritano vincoli paesaggistici certi». Il progetto, dell'impresa Mauro Vittorio Rizzelli, ha subito trovato d'accordo il sindaco di Spongano, Luigi Zacheo (Forza Italia). E poiché è un progetto che promette lavoro e sviluppo ha creato una certa aspettativa in paese, dove i 3800 abitanti, non avendo capito bene come stiano davvero le cose, si sono divisi in due fazioni: quelli che «il business farebbe bene a tutti, mentre questi vip lo ostacolano soltanto per tutelare la loro quiete» e quelli che «la speculazione è un business solo per pochi e sfregia il paesaggio, che invece è di tutti». Il sindaco assicura che non c'è alcuna intenzione speculativa. «L'ufficio tecnico comunale ha respinto il progetto dice Zacheo , ma il villaggio che si vuol fare non è un ecomostro». A sentir lui, in contrada «Mattia», la più bella di Spongano, si tratterebbe di costruire solo una quindicina di «pagghiare», caratteristiche casette in pietra, senza utilizzare il cemento. Ma i dubbi restano e sono rafforzati da una strana corrispondenza tra impresa e Comune. L'impresa presenta il progetto e invoca la procedura semplificata prevista dalla legge per gli insediamenti produttivi e le attività turistico-alberghiere. Ma il progetto non può essere approvato perché occorre una variante e così il Comune, che non ha nemmeno un piano regolatore, lo respinge. Tuttavia, nella medesima lettera in cui esprime parere sfavorevole, il Comune «suggerisce» all'impresa di chiedere la convocazione di una conferenza di servizi «per superare la pronuncia negativa». Tempo due mesi e la conferenza di servizi viene convocata. Ma il giorno prima che si riunisca, il 19 giugno scorso, la conferenza viene annullata, perché gli avversari del villaggio inviano le carte all'assessorato all'Urbanistica della Regione Puglia, i cui funzionari su questo genere di cose appaiono sempre piuttosto distratti. E solo a questo punto che si scopre il potenziale inganno (basato sul solito schema d'attacco con cui si centrano «legalmente» obiettivi speculativi): quel villaggio che si vorrebbe costruire su un terreno agricolo grazie a una variante è un cavallo di Troia. Aprirebbe la strada, come quasi sempre accade, a una variante per l'intera area, dove costruire di tutto e di più. Adesso lo sanno anche in Regione Puglia. Il fatto è serio. Persino un derby Milan-Inter non vale tanto.