Letizia Ortica: «Basta spingerlo» Un progetto ben preciso sulla collezione Salce il Comune ce l'ha. Lo sostiene Letizia Ortica che a quel progetto lavorò in qualità di assessore alla Cultura: «La valorizzazione e l'esposizione definitiva della raccolta è stato uno dei lavori più impegnativi del mio assessorato - ribadisce l'attuale consigliere comunale del Pdl -. In quel periodo 2003-2005 è stato avviato un progetto condiviso ed apprezzato dalla Soprintendenza che lo fece proprio. La progettazione di massima, redatta dall'allora conservatore Andrea Bellieni, con la supervisione del dirigente Emilio Lippi, prevedeva la collocazione dei manifesti nell'ala prospiciente la piazzetta con la realizzazione di un magazzino robotizzato per il reperimento dei manifesti in tempo reale e la realizzazione di alcune stanze attigue attrezzate per lo studio e la movimentazione del materiale: il tutto inserito nel nuovo museo dell"800 (con la collezione Lorenzon) e del '900 (Rossi, Martini ed altri artisti dell'epoca) ed una parte dedicata alla grafica». L'esponente azzurra ricorda come la Soprintendenza stessa abbia emanato un bando per redarre un piano per l'allestimento dell'esposizione e la gestione del museo e come, allo scopo vennero investiti 160mila euro, oltre ad inserire il restauro del "Bailo" tra le opere finanziate con i versamenti dell'8 per mille. «Non è vero quindi che l'amministrazione di Treviso abbia trascurato la raccolta, né che non abbia una precisa progettualità su di essa - conclude Ortica -. Bisogna invece insistere nelle domande di finanziamento, regionali, statali, europei e bisogna "tampinare " i funzionari ed i dirigenti degli enti preposti, perché l'Italia ed il Veneto sono ricchi di beni culturali che richiedono interventi ed i finanziamenti spesso vanno non solo a chi è più meritevole, ma anche a chi è più determinato e pervicace». Più scettico sulla politica comunale verso la raccolta Salce è Luigi Calesso. L'animatore dell'associazione "Un'altra Treviso" pone due problemi: «Il primo è quello di attivare una rete di collaborazioni, di interventi pubblici e privati che richiede la capacità del Comune di Treviso di svolgere un ruolo di "regia" rispetto alle istituzioni, alle associazioni di categoria ed agli altri soggetti del territorio». Il secondo punto è fare della "Salce" la chiave per caratterizzare Treviso, nella galassia delle città d'arte, come "capitale" della cultura dell'immagine. «L'idea è quella di dare sintesi culturale e progettualità formativa ad alcune attività legate alla cultura dell'immagine, per le quali la nostra provincia si è già segnalata all'attenzione nazionale - sottolinea Calesso -: oltre alla collezione Salce, la mostra dell'illustrazione per l'infanzia, Treviso Comics, la rassegna del film d'arte di Asolo, Antenna cinema, Fabrica, il corso di Disegno Industriale. In questo quadro il rilancio della collezione Salce potrebbe essere il punto di partenza per una più ampia operazione che si estende al territorio della Marca, che interseca attività formative e produttive per fare di Treviso un punto di riferimento culturale all'insegna della multimedialità». mzan
Sede e allestimenti al museo Bailo: l'ex assessore: Un progetto c'è
Letizia Ortica, consigliere comunale del Pdl, sostiene che il Comune di Treviso ha un progetto ben preciso per la valorizzazione e l'esposizione della collezione Salce. Il progetto, avviato nel 2003-2005, prevedeva la collocazione dei manifesti in un magazzino robotizzato e la realizzazione di stanze attigue per lo studio e la movimentazione del materiale. La Soprintendenza aveva emesso un bando per redarre un piano per l'allestimento dell'esposizione e la gestione del museo, e vennero investiti 160mila euro. Ortica afferma che non è vero che l'amministrazione di Treviso abbia trascurato la raccolta e che non abbia una precisa progettualità su di essa.
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