«I vigneti dei Castelli romani sono l'essenza stessa della civiltà romana e devono assolutamente essere salvaguardati nell'interesse della umanità», lo afferma Oreste Rutigliano nell'accompagnarc la ri-schiesta di far diventare patrimonio Unesco, e quindi tutelare le vigne dei Castelli. La notizia ha prodotto soddisfazione nel mondo agroalimentare dell'hinterland romano perché in poco più di dieci anni, dal 1990 al 2000, nel territorio è sparita la metà della superficie coltivata a vigneti, a favore dell'urbanizzazione ed alla cementificazione del territorio. È un'iniziativa che tende a salvaguardare il patrimonio ambientale dei.colli di Roma dall'aggressione del cemento selvaggio, dall'urbanizzazione sfrenata e, soprattutto, da certe mode di devastazione della vite per sostituirla con altri tipi di colture esotiche. Il primo plauso alla proposta di Oreste Rutigliano, segretario generale del Comitato nazionale per il paesaggio", associazione ambientalista presieduta da Carlo Ripa di Meana, è venuta dal Comitato di arte, cultura e salvaguardia del territorio dei Castelli romani che ha ricordato l'importanza della vite nell'economia e nella tradizione del territorio. L'iniziativa è stata spiegata dallo stesso Rutigliano, che ha affermato: «La mia non è una provocazione, ma è una carta da giocare per cominciare a tutelare la campagna romana che ha nei Castelli e nelle zo -ne Prenestine e Tiburtine le ragioni di essere. I vigneti del Frascati, per esempio sono l'essenza stessa della civiltà romana e devono assolutamente essere salvaguardati nell'interesse della umanità»,Rutigliano ha anche ribadito che ormai è arrivato il momento di dar vita ad un'Autorithy metropolitana, con la partecipazione dei sindaci del comprensorio e delle associazioni ecologiste e di categoria. Il sindaco di Monteporzio Catone, Sergio Urilli, ha ribadito il concetto di salvaguardia.