Sulla carta c'è tutto: dal concorso aggiudicato, ai reperti. Eppure i lavori sono ancora fermi Un concorso di progettazione bandito e aggiudicato, una ricca collezione di reperti, sebbene smembrata tra la Provincia di Bari e la Soprintendenza, una struttura di prestigio disponibile, ma non adeguata: il Museo Archeologico di Bari ancora non c'è. Il rischio è che non ci sia ancora per molto tempo. La bocciatura, da parte dei tecnici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del progetto dello studio Mari, vincitore del concorso bandito dall'amministrazione provinciale, mina le fragili basi sulle quali si stava ricostituendo la volontà di riaprire il Museo nell'ex-convento di Santa Scolastica, a Bari Vecchia. Non manca solo una sede adeguata. Interrottasi, infatti, la proficua sinergia tra Provincia di Bari e Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, sia per motivi tecnici (la chiusura della sede storica del museo all'interno del Palazzo Ateneo nel 1994) che politici (la richiesta dell'amministrazione provinciale di restituzione della collezione di proprietà nel 2001), oggi il "Museo Archeologico Provinciale" non dispone né di una direzione scientifica, né di un organico che ne possa consentire l'effettiva riapertura. Su questi temi Città Plurale e Cidi (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti) intendono invitare la città a riflettere, discutendone in un incontro con tecnici e pubblici amministratori giovedì 26 giugno alle 17 al Fortino Sant'Antonio (piano terra). Michele Laforgia e Clelia Iacobone di Città Plurale Bari ne discutono con: il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, che illustrerà la strada che la sua amministrazione intende seguire per traghettare il Museo verso la riapertura (Quale la figura giuridica? Con quali risorse e soggetti? Con quale supervisione tecnico-scientifica?); Ludovico Solima, docente di Economia e gestione dei Beni e degli Enti Culturali della Seconda Università di Napoli, esaminerà gli aspetti tecnici e gestionali a partire dalla definizione dello scenario economico di riferimento (Quale la fattibilità economica? Come favorire il Fund raising?). Esperti del settore, tecnici e cittadini sono invitati ad intervenire per riattivare un circolo virtuoso che permetta di restituire alla città un pezzo importante della propria storia e della propria cultura. Enzo Velati del Cidi di Bari concluderà i lavori dell'incontro.
BARI - Il Museo archeologico, un mistero a cielo aperto
Il Museo Archeologico di Bari, ancora chiuso, ha un concorso aggiudicato e una collezione di reperti, ma i lavori sono fermi. La Provincia di Bari e la Soprintendenza hanno una struttura di prestigio disponibile, ma non adeguata. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha bocciato il progetto dello studio Mari, vincitore del concorso. La sinergia tra Provincia e Soprintendenza è interrotta, mancando una sede adeguata e una direzione scientifica. Città Plurale e Cidi invitano la città a riflettere e discutere su questi temi.
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