ROMA. Un accordo con il ministero della Difesa per affidare all'esercito la demolizione degli edifici dichiarati abusivi e costruiti in zone sottoposte a vincoli. Ad annunciarlo è stato ieri il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi davanti agli esponenti della commissione cultura del Senato. Una decisione che arriva pochi giorni dopo la denuncia di Legambiente, che aveva accusato il governo di aver tagliato i fondi per buttare giù gli ecomostri (otto sono stati individuati dall'associazione in Toscana). Al ministero, ha sottolineato Bondi, è stata già istituita una commissione incaricata di mettere a punto questo accordo. Bondi rispondeva al senatore Marcucci del Pd e ad altri che sottolineavano la loro preoccupazione per la soppressione dei 45 milioni di euro destinati dal passato governo al ripristino del paesaggio. «Si trattava - ha detto il ministro - di fondi previsti in via astratta, un enunciato politico più che una misura effettiva di cura e tutela del paesaggio». Anzi, «poco più di una buona intenzione tradotta in una norma di difficile attuazione». Per i fondi non più disponibili «non intendo quindi stracciarmi le vesti», ha spiegato, «anche perché sto procedendo invece a realizzare uno strumento operativo». L'idea, ha chiarito, è quella di chiedere alla difesa un supporto logistico e operativo dell'esercito o del genio civile per le demolizioni degli ecomostri «effettivamente dichiarati tali». Bondi è tornato quindi sulla vicenda della lottizzazione di Monticchiello: «E' un cattivo esempio di tutela del paesaggio», ha detto. Si tratta, ha proseguito rispondendo alle osservazioni del senatore Marcucci, «di un caso in cui i poteri comunali e regionali hanno mancato l'obiettivo di tutela del patrimonio, e ciò anche a causa di una scarsa incidenza del controllo statale». Il ministro si è detto pertanto d'accordo «con quanti hanno levato la propria voce contro quella lottizzazione».