CAALR -Coordinamento Associazioni Ambientaliste del Litorale Romano: C.A.A.L.R Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Litorale Romano e-mail: caalrlibero.it MAGGIORI INFORMAZIONI E IMMAGINI DEL PROGETTO AL SITO http:digilander.libero.itcaalrpontescafa.htm 26.6.2008 V.I.A. POSITIVA AL PONTE DELLA SCAFA APPROVATO UN ECOMOSTRO IN AREA PROTETTA PERCHÉ UN PROGETTO DA 5 MILIONI SI TRASFORMA IN UNO DA 40 MILIONI DI EURO? GLI AMBIENTALISTI DEL LITORALE ROMANO CHIEDERANNO ALLA CORTE DEI CONTI DI VERIFICARE LE RAGIONI DELL'ENORME AUMENTO Il Ponte della Scafa ha ricevuto parere positivo di valurtazione di Impatto Ambientale. È incredibile: ad un progetto di raddoppio del ponte esistente a basso impatto ambientale ed economico è stato preferito un nuovo viadotto alto 20 mt!! Le Associazioni e i comitati del C.A.A.L.R. hanno già chiesto al Comune di Roma di ritirare il progetto recuperando quello originario che risulta infinitamente meno costoso, meno impattante, più efficace, di più rapida esecuzione ed avere presentato osservazioni al progetto in sede di Valutazione di Impatto Ambientale presso la Regione Lazio Il raddoppio del Ponte della Scafa è un opera di fondamentale importanza che potrebbe risolvere i problemi di migliaia di cittadini che ogni giorno rimangono bloccati su via della Scafa in gran parte per le ridotte dimensioni del Ponte rispetto alla strada. Perché invece è stato completamente modificato il progetto che prevedeva il solo raddoppio del ponte attuale, alto 7 metri, per una spesa di circa 5 milioni di euro ed è stato presentato un nuovo progetto di costruzione di un viadotto alto circa 20 metri e lungo 1 Km, rivestito di acciaio e spostato più a valle, dopo tor Boacciana? Perché la spesa è lievitata a circa 40 milioni di euro? Inoltre per realizzare questo viadotto verranno realizzati ettari di svincoli tutti in area agricola protetta della Riserva del Litorale Romano. Infine il viadotto nella parte di Fiumicino si sovrapporrà ad alcune case intrappolandole nel cemento. Nel progetto si adduce come ragione una richiesta della Soprintendenza di spostare il ponte per recuperare un centinaio di metri di area archeologica. Ma la ragione è insufficiente, non solo perché i beni archeologici non vengono intaccati dal vecchio progetto, ma perché il nuovo progetto prevede comunque opere a ridosso delle aree archeologiche. Ed infine appare incredibile che si debba costruire un ecomostro davanti agli scavi: crediamo sia cosa inaccettabile anche per ogni archeologo. Le Associazioni e i comitati del C.A.A.L.R. dopo aver chiesto al Comune di Roma di ritirare il progetto recuperando quello originario che risulta infinitamente meno costoso, meno impattante, più efficace, di più rapida esecuzione ed avere presentato osservazioni al progetto in sede di Valutazione di Impatto Ambientale presso la Regione Lazio, chiederanno alla Corte dei Conti di verificare le ragioni dell'abnorme aumento dei costi di progettazione e realizzazione. I cittadini hanno bisogno di risposte veloci ed efficaci, non di progetti faraonici che deturpano l'ambiente, il paesaggio ed i beni archeologici. Crediamo sia possibile e doveroso ritirare questo progetto e ripresentare un altro progetto in tempi brevi che preveda o il semplice allargamento del ponte esistente, o un nuovo ponte che sia alto 7 metri, come quello attuale.