La Regione non ha fornito documenti al Tar, decade il Ppr? L'inosservanza di un pronunciamento del Tar da parte della Regione mette a rischio l'intero Piano paesaggistico. Le critiche dei sardisti.Il Piano paesaggistico rischia di sbriciolarsi. Il Tar della Sardegna fino ad oggi si è limitato a smontare, pezzo per pezzo, il Piano, annullando alcune fra le più significative norme tecniche di attuazione. Adesso c'è il rischio che crolli l'intero Piano paesaggistico, perché sembra che non sia stato rispettato il procedimento previsto per la sua approvazione. Una norma, nella legge 8 del 2004, imponeva alla Giunta di esaminare le osservazioni al Piano presentate dai Comuni e dai privati. Ma sembra che questo esame non ci sia stato, comunque della valutazione delle osservazioni non esiste traccia. L'INDAGINE. E sull'esistenza di questi documenti, da cui risulterebbe che la Giunta avrebbe assolto il suo compito, sta indagando il Tar della Sardegna. Con una prima pronuncia, che risale al 20 settembre 2007, i giudici di Piazza del Carmine avevano ordinato alla Regione di depositare in giudizio i verbali delle sedute di Giunta da cui doveva risultare l'esame delle osservazioni di privati e soprattutto dei Comuni alle norme del Ppr. Ma la Regione non ha mai fornito quei verbali. Ecco, allora, che il Tar Sardegna, il primo aprile di quest'anno, ripete l'ordine, dando alla Regione il termine di 60 giorni per produrre quei documenti. Il termine è scaduto senza che nessun verbale con l'esame della Giunta sui rilievi "esterni" sia stato prodotto. Se i verbali non dovessero spuntare, risulterebbe che non è non è stato rispettato il procedimento per l'approvazione del Piano paesistico stabilito dalla legge 8 del 2004. La conseguenza inevitabile sarebbe quella dell'annullamento dell'intero Piano. La decisione definitiva è attesa per il 5 novembre, data dell'udienza fissata dal Tar (il ricorso è quello promosso da Coimpresa contro il Ppr) per valutare l'aspetto del mancato esame delle osservazioni al Ppr. IL TAR E IL PIANO. La scure del Tribunale amministrativo regionale si è abbattuta spesso sulle norme che stabiliscono i vincoli sul territorio. Prima era stata cassata la norma sulle "intese", che condizionava al raggiungimento di un'intesa con la Regione la realizzazione di interventi edilizi previsti nei piani di lottizzazione, norma cancellata perché è stata introdotta violando il procedimento previsto dalla legge 8 del 2004. Quindi, il Tar ha annullato il divieto di installare cartelloni lungo le strade principali della Sardegna. Poi, la bocciatura delle norme che attribuivano alla Giunta regionale un potere di veto sulla realizzazione di diversi interventi edilizi, per violazione delle norme sulla distribuzione delle competenze tra organi politici e amministrativi. Infine, la la perimetrazione introdotta per il colle di Tuvixeddu, con l'estensione del vincolo, ritenuta dal Tar illegittima perché non supportata da un puntuale esame dello stato dei luoghi. COSA CHIEDE IL TAR. I documenti che il Tar pretende di esaminare - e che il consigliere sardista Giuseppe Atzeri ha ufficialmente richiesto negli ultimi giorni - sono cinque. Fra questi, le date in cui le conferenze di "copianificazione" si sono tenute e i verbali completi delle conferenze, ma anche i verbali delle sedute nelle quali la Giunta ha esaminato le osservazioni arrivate prima dell'adozione del Ppr. «Questa reticenza è sospetta», dice Atzeri, «scopriamo che per redigere il testo dell'atto che dovrebbe condizionare lo sviluppo della nostra Isola nei prossimi anni, non si sarebbe tenuto conto delle osservazioni dei Comuni». Da ieri, è rovente il dibattito sul Ppr che scricchiola, anche sul sito "Sardegna e libertà", diretto dal consigliere sardista Paolo Maninchedda.
SARDEGNA - Ora è a rischio il Piano paesaggistico
Il Tar della Sardegna ha deciso di indagare sulla Regione per vedere se ha fornito documenti relativi al Piano paesaggistico (Ppr) come richiesto. La Regione non ha mai fornito i verbali delle sedute di Giunta in cui doveva esaminare le osservazioni dei privati e dei Comuni. Il Tar ha ordinato alla Regione di depositare i verbali entro 60 giorni, ma il termine è scaduto senza che nessun verbale sia stato prodotto. Se i verbali non spuntano, il Piano paesaggistico risulterebbe annullato. La decisione definitiva è attesa per il 5 novembre.
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