Per riportarlo a casa dovranno smontare gli stipiti di una porta, su al primo piano di Villa Belgioioso, come furono costretti a fare lestate scorsa. Quando limponente dipinto, tre metri per cinque e mezzo, lasciò il museo di via Palestro per la Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale. Dove, secondo lallora assessore Vittorio Sgarbi, il capolavoro di Pellizza da Volpedo avrebbe trovato maggiore visibilità. Una decisione mai digerita dalla direzione del museo e dallassociazione degli amici sostenitori, che oggi festeggiano il rientro del quadro - intanto trasferito anche a Roma, per la grande mostra sullOttocento chiusa nei giorni scorsi alle Scuderie del Quirinale - con una giornata di festa: apertura straordinaria dalle 9 alle 22, conferenza di Aurora Scotti alle 17.30, proiezione del video «Pellizza e il suo tempo» alle 18.30 e alle 21.30. Una festa anche scaramantica, nella speranza che il quadro non si muova più. Il Quarto Stato, infatti, è stato già destinato - salvo ripensamenti - al nuovo Museo del '900 che dovrebbe essere inaugurato tra un paio danni (i lavori sono in corso) allArengario di piazza Duomo. Oggi, a Villa Belgioioso, chiude un percorso tutto dedicato allOttocento. Domani, allArengario, aprirebbe il secolo nuovo. I sostenitori di entrambe le scelte hanno ottime ragioni. Ma nessuno possiede la parola definitiva. Perché il Quarto Stato - icona politica oltre che opera darte, e per questo da sempre popolarissimo - si colloca proprio allincrocio tra i due secoli, abitando entrambi. Pellizza iniziò a dipingerlo nel 1898. Per finirlo, tra prove e ripensamenti (una tela preparatoria, la Fiumana dei lavoratori, è a Brera) solo nel 1901. Moderna è la tecnica, divisionista. Moderno il soggetto: una manifestazione di contadini di Volpedo, il passe natale del pittore, nellAlessandrino. Antica è limpostazione delle figure, che guarda alla scultura classica e della pittura rinascimentale. Esposto la prima volta alla Quadriennale di Torino nel 1902, ebbe scarso successo. Fu ammiratissimo, invece, ventanni dopo a Milano, quando dopo averlo visto alla galleria Pesaro il consigliere comunale socialista Fausto Costa e il sovrintendente delle civiche raccolte Guido Marangoni lanciarono una sottoscrizione pubblica per lacquisto. Subito esposto al Castello, retrocesso nei depositi durante il fascismo, esibito nel dopoguerra in sala giunta a Palazzo Marino, approdò finalmente alla Galleria darte moderna, oggi ribattezzata Museo dellOttocento. Un museo bellissimo, ma disertato dai milanesi e ignoto ai turisti. Non aveva torto Sgarbi quando decise di trasferirlo. Chi oggi vorrebbe tenerlo nel museo di via Palestro, dovrebbe però pensare anche a promuoverlo meglio.
MILANO - Il Quarto Stato torna a casa aspettando il nuovo museo
Il quadro "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo è stato trasferito a Villa Belgioioso, dove sarà esposto fino al 2024. Il quadro, che rappresenta una manifestazione di contadini di Volpedo, è stato dipinto nel 1901 con una tecnica moderna e un soggetto moderno, ma con un'oppostione delle figure che guarda alla scultura classica e della pittura rinascimentale. Il quadro è stato esposto in diverse occasioni, tra cui la Quadriennale di Torino nel 1902 e la Galleria d'arte moderna a Milano, dove è stato trasferito nel 2013. Il direttore del museo, Vittorio Sgarbi, ha deciso di trasferire il quadro a Villa Belgioioso per aumentare la sua visibilità.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo