Il premier Berlusconi, atteso domani a Tripoli, confermerà a Gheddafi la promessa di restituzione del 2002 La Venere del Museo nazionale romano torna a Cirene, città in cui fu scoperta e che le ha dato il nome. Il lasciapassare definitivo al rientro della statua in Libia, dove fu trafugata nel 1913, è stato dato il 23 giugno dal Consiglio di Stato. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, atteso domani a Tripoli, potrà così confermare al colonnello Gheddafi la promessa di restituzione fatta nel 2002 con un accordo siglato dallallora ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Dopo il rientro nel 2005 in Etiopia della stele di Axum di fronte al palazzo della Fao, e della Venere di Tripoli riconsegnata personalmente nel 1999 ai libici dallex premier Massimo DAlema, un altro bottino di guerra fatto viene restituito ai legittimi proprietari. Il rimpatrio era del resto atteso alle Terme di Diocleziano: la Venere di Cirene è imballata da tempo ed è conservata nei depositi del museo di piazza dei Cinquecento. A ritardare la pratica di restituzione è stato il ricorso di Italia Nostra. Lassociazione ambientalista aveva impugnato il decreto del ministro Urbani che, di fatto, toglieva la scultura acefala di Afrodite dallelenco dei beni pubblici. Lanno scorso però sia il Tar del Lazio sia il Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso di Italia Nostra poiché la scultura è stata ritrovata in territorio libico. Nonostante questo, si attendeva la pubblicazione delle motivazioni per scongiurare la possibilità che la sentenza venisse rivista. Anche nel merito, invece, il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di Italia Nostra. «Si tratta di una decisione importante» sottolinea lavvocato Alessandro Rufini, con Carlo Tardella difensore dellambasciata libica. «Il dirittoobbligo di restituzione delle opere non comporta il rischio di diminuzione del patrimonio nazionale ma offre piuttosto un precedente utile per promuovere il recupero, a favore dellItalia, dei reperti trafugati da altri Stati, come è avvenuta con la statua di Vibia Sabina».