LA PROPOSTA. Sabato a Firenze sarà illustrato il progetto di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un'area protetta a livello regionale Serego: «Fermare la cementificazione e cercare di ripristinare il paesaggio» Analoga proposta per le colline gardesane Raccolte 5mila firme il progetto deve essere esaminato dalla Regione Giancarla Gallo Il Parco regionale della Valpolicella? Si può fare. L'associazione SalValpolicella ci crede e ha predisposto, con la collaborazione tecnico-giuridica del dottor Gian Paolo Bastia, presidente di Assolago (associazione sorella che opera sul Garda), un progetto di legge di iniziativa popolare. «Vuole rappresentare un chiaro punto di svolta nel modo di considerare la gestione del nostro territorio», dice Pieralvise Serego Alighieri, presidente dell'osservatorio, «ed è coordinato con una analoga iniziativa (che verrà presentata tra qualche settimana) avviata dal comitato per il Parco delle colline moreniche, presieduto dal professor Emilio Crosato». Il Parco regionale della Valpolicella - per cui nei giorni scorsi è iniziato l'iter burocratico- verrà presentato sabato 28 giugno a Firenze in occasione del convegno organizzato dalla Rete dei comitati per la salvaguardia del territorio presieduta dal professor Alberto Asor Rosa. Scopo del progetto è porre fine «a un processo inarrestabile di cementificazione e antropizzazione di un territorio unico per peculiarità paesaggistiche, storiche, sociali e culturali», si legge nel documento. E, ancora, sottrarre la pianificazione urbanistico-territoriale agli interessi speculativi presenti in ogni singolo Comune, realizzando al contrario una gestione e tutela integrata dell'intera area, tramite un soggetto regolatore (l'Ente Parco) «super partes». Inoltre, avviare un piano a medio-lungo termine di ripristino paesaggistico-ambientale delle tante brutture realizzate fino ad oggi, mediante strumenti innovativi di recupero estetico e naturalistico. «Lo Statuto della Regione e la legislazione regionale vigente consentono e danno valenza allo strumento del progetto di legge di iniziativa popolare», spiega Serego. «Viene garantita l'assistenza dell'Ufficio legislativo regionale in sede di redazione del testo; dopo la raccolta delle cinquemila firme il progetto deve essere esaminato dal Consiglio regionale. Il testo provvisorio, già pronto, è stato predisposto da un nostro gruppo di lavoro che ha tenuto conto del quadro normativo in tema di parchi regionali, pur introducendo qualche innovazione forte». Il testo verrà presentato all'Ufficio legislativo regionale entro pochi giorni, per il controllo preliminare di legittimità e l'adozione di eventuali rettifiche. E in settembre inizierà la raccolta di firme. «Il contesto degradato della Valpolicella esige una strategia particolare, altrimenti il nuovo Parco rischierebbe di essere un semplice curatore fallimentare di un territorio ormai irrecuperabile», aggiunge Serego. «Il percorso di ripristino paesaggistico-estetico potrebbe costituire l'occasione di un ambizioso progetto-pilota per il recupero del paesaggio italiano, le cui tecniche e modalità verrebbero messe a punto e sperimentate in un territorio notevolmente compromesso. Questo percorso potrebbe poi venire ripreso in altri contesti, dando origine a un programma ambizioso e di grande valenza culturale», conclude.
VALPOLICELLA Valpolicella, debutta il Parco
Sabato a Firenze sarà presentato un progetto di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un'area protetta a livello regionale Serego. Il progetto, coordinato dall'associazione SalValpolicella, vuole porre fine alla cementificazione e all'antropizzazione del territorio, e avviare un piano di ripristino paesaggistico-ambientale. Il progetto è stato predisposto con la collaborazione tecnico-giuridica del dottor Gian Paolo Bastia e ha già raccolto 5.000 firme. Il progetto deve essere esaminato dalla Regione e, se approvato, potrebbe costituire un chiaro punto di svolta nella gestione del territorio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo