Nasce un marchio Doc per i musei dell'Umbria. Il Consiglio regionale ha varato all'unanimità la nuova legge «Sistema museale regionale. Salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali connessi», che sostituisce la Lr n. 35 del 1990 e che prevede un "bollino" di qualità per i beni culturali. Il provvedimento rientra in una più ampia azione di riordino della materia che proseguirà con l'esame e il varo di una proposta di legge a iniziativa della Giunta su «Norme in materia di Spettacolo». La legge approvata riguarda un settore scientifico-divulgativo con un giro d'affari di circa 9 milioni, al quale sono interessate 38 strutture, visitate annualmente da mezzo milione di persone, e circa 45 tra cataloghi e pubblicazioni periodiche. Nei prossimi tre mesi tutti i beni mobili e immobili di interesse culturale siano essi di proprietà pubblica, privata o ecclesiastica (solo se compatibili con le esigenze di culto) saranno certificati da un innovativo "bollino", quello del «Sistema museale dell'Umbria». Il marchio permetterà di riconoscere i musei rispondenti a elevati standard qualitativi e quantitativi, espressi in termini di conservazione, valorizzazione, gestione e promozione del patrimonio. L'accreditamento riguarderà anche gli addetti (circa 80, secondo l'ultimo censimento) sottoposti periodicamente a percorsi formativi. Stando alle disposizioni di prossima entrata in vigore, per far parte del Sistema i gestori dovranno presentare alla Giunta entro i prossimi tre mesi una domanda di adesione, facendo rilevare l'interesse pubblico della struttura. Gli operatori pubblici dovranno attenersi con scrupolo alle prescrizioni imposte, mentre per i privati è prevista una procedura negoziata, attraverso la quale saranno "ammorbiditi" i vincoli e gli obblighi. Identica prassi anche per i musei ecclesiastici, stabilendo una mediazione con la Conferenza Episcopale regionale. Il titolo ottenuto può essere anche perso, se l'attore culturale non dovesse attenersi in tempi rapidi ai suggerimenti della Giunta. E' una costante delle nuove norme umbre, quella di suddividere le competenze della Regione e dei Comuni. Anche stavolta i binari si dividono: alla prima, oltre al controllo dei requisiti, tocca la valorizzazione, promozione, dei beni culturali, la catalogazione, lo sviluppo di banche dati regionali e la concessione dei contributi. Le funzioni residue sono delegate ai sindaci. La legge risponde anche all'esigenza che si è manifestata di un organismo professionale a supporto delle autorità politiche: ecco il motivo dell'istituzione dell'Osservatorio tecnico scientifico, presieduto dal dirigente regionale del servizio Cultura, coadiuvato da sei rappresentanti degli operatori e da due esperti, uno nominato dalla Giunta e l'altro dalla Soprintendenza regionale. L'Osservatorio non ha poteri decisionali, ma può indicare le strutture che meritano di far parte del Sistema regionale. Oltre ai requisiti di carattere tecnico da esplicitare nelle prossime settimane con un regolamento contenuti nel provvedimento, sei dei 16 articoli sono riservati alla parte operativa e al finanziamento degli interventi. Tutte le esigenze culturali e i parametri ai quali dovranno adeguarsi gestori e dipendenti, saranno riportate in un piano triennale nel quale iscrivere annualmente le risorse disponibili ed i criteri di assegnazione dei fondi. Prima della ripartizione dovrà essere sentito il tavolo di concertazione, formato dai rappresentanti dei musei aderenti al Sistema regionale. Ecco le cifre: per il 2004 saranno finanziati con 1,135 milioni interventi di sviluppo, ma anche di restauro dei beni immobili, degli oggetti, oltre alla pubblicazione di cataloghi e manifestazioni. Per l'assessore regionale alla Cultura, Gianfranco Maddoli, arriva il momento di sorridere per la conclusione di un iter legislativo durato un anno. «Sono soddisfatto dei risultati raggiunti ha riferito adesso la normativa dovrà aiutare i singoli musei, dal più grande al più piccolo, a conseguire il massimo dell'utilità sociale, producendo benefici locali in termini di sviluppo economico». Maddoli ha fatto rilevare che l'adesione sarà: «Su base volontaria, con il pieno rispetto della autonomia di ogni realtà museale e territoriale, sia essa pubblica, privata o ecclesiastica». Si rischia di creare un altro apparato? «Dico di no risponde il sistema consentirà di erogare servizi specialistici, senza creare nuove strutture organizzate, con direttori e figure ulteriori. Anzi, con un quadro omogeneo, riusciremo a ridurre i costi di esercizio delle singole realtà». Da parte sua il soprintendente regionale per i Beni artistici e storici dell'Umbria, Luciano Marchetti, esprime alcune perplessità su un aspetto della nuova legge: «Le perplessità sono sul fatto che la Regione dia pareri sugli interventi di restauro che sono invece di competenza esclusiva del Ministero». Nella predisposizione della legge il dialogo con la Soprintendenza ha portato a una collaborazione molto produttiva, ma resta la questione dei restauri.