Gli archeologi di domani? Andranno a spasso con il cane. Studiosi milanesi stanno infatti addestrando unità cinofile specializzate nellindividuazione e nel recupero di resti umani del passato, in pratica mummie, e reperti archeologici. Gli "allenamenti" avvengono non lontano da Milano, presso la frazione di Cascina Pizzabrasa nel comune di Pieve Emanuele. Nove gli animali coinvolti, due le razze - Labrador e Golden Retriever - entrambe caratterizzate da un fiuto eccezionale e da grandi capacità di apprendimento. Finora sono state fatte due importanti scoperte: una in bergamasca, laltra in Svizzera. In bergamasca, nei pressi di Martinengo, è venuta alla luce una necropoli romana: i cani sono stati fondamentali per lindividuazione di almeno 27 aree di scavo, da cui è stato possibile riportare in luce tombe e urne cinerarie. In Svizzera, invece, a ridosso del ghiacciaio Schnidejoch, sono stati scoperti - sempre grazie al fiuto dei quattrozampe - ossa e frammenti di cuoio appartenuti, probabilmente, a un individuo contemporaneo alla famosa mummia del Simulaun, rinvenuta in Val Senales nel 1991. Prossima missione dei cani soprannominati non a caso "dogdetective" - impiegati anche dalla medicina legale tradizionale - ancora il ghiacciaio svizzero, nel quale potrebbero nascondersi molti altri resti risalenti allEtà del Rame (5mila anni fa). «Aspettiamo di sapere dagli svizzeri la condizione delle nevi nei pressi del ghiacciaio Schnidejoch - racconta a Libero Roberto Monzio Compagnoni, membro dellUnità Cinofila Rru -. Questanno è caduta molta neve, ma a settembre potremmo tornare in Svizzera per continuare le nostre ricerche». Sempre in tema di cani speciali è da ricordare anche lintervento del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia in occasione della Terza Conferenza Internazionale "Wildlife Detector Dogs" di Treviso. Il ministro sottolinea limportanza delladdestramento di animali per la salvaguardia delle specie a rischio. «Bisogna incoraggiare la collaborazione internazionale - ha rivelato Zaia anche attraverso lo scambio di informazioni e di tecniche di addestramento, per combattere efficacemente la grave piaga del traffico illegale di specie in via destinzione, causa dellimpoverimento della biodiversità mondiale».
MILANO - Cani-archeologi a caccia di reperti
Gli archeologi di domani stanno addestrando unità cinofile specializzate nellindividuazione e nel recupero di resti umani del passato e reperti archeologici. A Milano, presso Cascina Pizzabrasa, sono in corso gli "allenamenti" con nove cani, due razze - Labrador e Golden Retriever - con fiuto eccezionale e grandi capacità di apprendimento. Finora sono state fatte due scoperte importanti: una in bergamasca e laltra in Svizzera. In bergamasca, sono stati individuati 27 aree di scavo con tombe e urne cinerarie grazie al fiuto dei cani.
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