Il museo unico non gli piace, la sua idea di fruibilità della cultura va in direzione opposta. «Intanto c'è un problema di competenza, le strutture esistenti nella Capitale - sostiene Elkann - dipendono da enti diversi. Riuscirebbero a mettersi d'accordo? E a chi gioverebbe?». Niente museo unico, allora. «Roma è un museo come Venezia, Firenze, San Gimignano, Verona. Dirò di più, Roma è il più grande museo all'aria aperta. Che pulsa di vita e di bellezza. Parliamo di come è trattata, forse daremo al dibattito un contributo più concreto». Argomento facile: sporcizia, disordine, disorganizzazione. «Quando uno entra in un museo, anche se è senza tetto, non dovrebbe gettare cicche per terra né lasciarsi dietro immondizie. Essere romani è un privilegio». Che cosa s'aspetta da Alemanno e dall'assessore Croppi? «Pulizia, sicurezza, valorizzazione. Affinché i cittadini possano essere orgogliosi della propria città contribuendo al suo decoro. Niente nuovi musei, la gente deve poter vivere, fare shopping, muoversi in motorino e imparare a rispettare l'ambiente. Invece di accorpare sculture e documenti che è meglio restino dove stanno, pensiamo a fare diventare l'Italia esempio per tutto il mondo». L'obiettivo per lei è valorizzare l'esistente. Basterà? «Il ministro Bondi concentrerà la sua politica sui grandi musei. Mi auguro possa fare presto qualcosa per il polo museale romano di Castel S. Angelo, per Galleria Borghese, per Palazzo Corsini, tutti bellissimi siti che chiedono d'essere modernizzati». Il suo modello? «Invidio Antonio Paolucci, il direttore dei Musei Vaticani. Lì l'orgoglio si percepisce a pelle, compreso quello dei custodi, fieri della loro livrea. Se hai un privilegio, devi sapertene occupare».
ROMA - Alain Elkann: Non perdiamoci in chiacchiere
Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, sostiene che Roma non dovrebbe avere un museo unico, ma piuttosto valorizzare gli esistenti. Secondo lui, la città è un museo come Venezia, Firenze e San Gimignano, con una grande bellezza e vita. Paolucci critica la proposta di un museo unico, che potrebbe essere difficile da gestire e potrebbe non essere di vantaggio per la città. Invece, suggerisce di concentrarsi sulla valorizzazione degli esistenti, come il polo museale romano di Castel S. Angelo, la Galleria Borghese e Palazzo Corsini.
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