DOPO lo "Scheletrone" dellisola Palmaria, cè anche lex Hotel San Pietro nellagenda delle emergenze paesaggistico-ambientali a cui il Comune di Portovenere sta cercando di far fronte. Chiuso dai primi anni Novanta e ridotto ad un ricettacolo di sporcizia, topi e detriti, il San Pietro rappresenta una ferita aperta, oltreché uno spettacolo non certo edificante per i tanti turisti che si trovano a passeggiare lungo la Calata Doria Da tempo la sezione spezzina di Legambiente propone di inserire il rudere dellex albergo nella lista nera degli ecomostri. A sbloccare limpasse potrebbe essere, però, la nuova legge regionale n. i del 2008 ("Misure per la salvaguardia e la valorizzazione delle strutture alberghiere"): "La normativa regionale - sottolinea il sindaco di Portovenere Massimo Nardini - prescrive che, una volta stabilita dal Comune la destinazione ricettiva di una struttura, questa non possa essere cambiata arbitrariamente. Inoltre, anche nel caso in cui venga modificata in parte la destinazione duso dellalbergo, la proprietà deve restare indivisa: il tutto per evitare frazionamenti che potrebbero dare adito a speculazioni edilizie". Si va dunque verso una parziale modifica del vincolo alberghiero, sancito sia dal Puc sia dal Piano Particolareggiato del centro storico? "Potrebbe essere una strada percorribile, naturalmente con tutte le garanzie del caso. - ammette Nardini Diciamo no alle operazioni speculative, ma dobbiamo anche risolvere una volta per tutte quella che è diventata la ferita aperta del nostro borgo. Ledificio del San Pietro ha un valore storico indiscutibile, ma sono in tanti a chiederci di fare qualcosa per mettere fine al degrado. Bisogna quindi trovare al più presto un accordo con la proprietà. Nessuno di noi vuole vederlo trasformato in una moltitudine di residence e mini appartamenti; ma - rimarca il sindaco - è anche vero che in tanti anni le amministrazioni non sono riuscite avenderlo come albergo, e il numero di camere della vecchia struttura è talmente esiguo che oggi non reggerebbe più il piano industriale. Penso quindi che si possa realizzare unopera di alto livello, nel rispetto del contesto paesaggistico". Il nuovo intervento di recupero dellalbergo, rilevato da una società immobiliare modenese, era stato approvato allunanimità nellestate 2005 dal consiglio comunale; dopodiché si era riunita in sede referente la Conferenza dei Servizi per affrontare alcune questioni relative alla messa in sicurezza del sito. Ma il passaggio alla fase deliberante si è incagliato proprio sui contenuti della bozza di convenzione urbanistica stilata dallallora giunta Calcagnini e trasmessa allesame dei proprietari che hanno ritenuto troppo onerose le condizioni dellaccordo.