Il titolo con il quale il "Tirreno" ha annunciato l'iniziativa fiorentina di Alberto Asor Rosa e dei suoi Comitati, è di sicuro effetto: «Processo al modello toscano». E siccome per i processi non tira aria buona sarà interessante vedere come andranno le cose dopo le tante polemiche del recente passato e cosa si dirà sulla "nostra crisi". Visto che tra le varie relazioni ne è prevista una anche sul paesaggio dopo l'approvazione del nuovo Codice dei beni culturali, e considerato che a sostegno delle pesanti accuse alla Regione Toscana ripetutamente si fece e si fa riferimento ai Comuni che potevano fare i loro comodi, ecco cosa vorrei chiedere a Salvatore Settis in particolare e ai convegnisti tutti: ora che al piano paesistico anche all'interno delle aree protette non devono più provvedere gli enti di gestione che dovranno pensare solo alla natura, come e chi penserà al paesaggio? E gli uffici (non del Parco) che dovranno prendere il posto dei parchi, come procederanno in rapporto ai temi della tutela naturalistica che da noi da anni veniva gestita in stretto raccordo con quella paesaggistica? E come si pensa - concretamente - di gestire questa matassa ora che si è tornati a scindere e separare quello che da anni era unificato? Si ritiene davvero che questo aiuterà il modello toscano ad uscire dalla sua "crisi" o avremo solo - come è più che probabile sicuro- ulteriori complicazioni? Renzo Moschini Pisa