Il centrodestra: la maggioranza corre per evitare il referendum Forza Italia attacca la maggioranza: si cerca di approvare la legge urbanistica per evitare che i sardi si pronuncino sulla legge delle coste Il sospetto lanciato dal centrodestra è che la maggioranza voglia evitare il referendum sulla legge delle coste. Perché l'approvazione della nuova legge urbanistica, se avvenisse prima del 5 ottobre 2008, avrebbe necessariamente riflessi sul referendum abrogativo della legge 8 del 2004, fissato appunto per quella data. E le due leggi sono parenti e collegate. Una disciplina urbanistica «ci vuole», hanno detto ieri alcuni consiglieri di Forza Italia, «ma questa è una serie di norme a chiaro scopo elettorale». Critica il testo, da ieri all'esame dell'associazione dei Comuni sardi, anche la Confindustria: «Troppo potere discrezionale alla Regione». Il messaggio è lungo cinque pagine, sono decine le richieste di modifica, una su tutte: «Si rileva l'assenza totale di una norma che disciplini la pubblicazione e l'entrata in vigore del Ppr, alla luce delle polemiche, contestazioni ed eccezioni di illegittimità che hanno accompagnato la pubblicazione del Piano oggi in vigore ». CONFRONTO SUL VOTO. Ecco perché, secondo alcuni consiglieri dell'opposizione, la maggioranza ha fretta di approvare la legge urbanistica: la legge 20 del 1957 prevede espressamente che la procedura referendaria debba essere sospesa se «in qualunque momento, la legge a cui si riferisce il referendum è abrogata». E la nuova legge urbanistica, che contiene una nuova disciplina sul procedimento di approvazione del Ppr, potrebbe abrogare implicitamente la legge 8, con la conseguenza che il referendum non si possa più svolgere. Ma attenzione alle norme transitorie della legge urbanistica: «Per il completamento delle procedure relative alla pianificazione regionale paesaggistica in atto al momento dell'entrata in vigore della presente legge, si applicano le disposizioni previgenti all'entrata in vigore della presente». Ovvero, la norma permetterebbe di "salvare" il referendum abrogativo della legge 8. In tutti i casi, però, resta fermo il fatto che l'approvazione della nuova legge urbanistica, se anche tenesse in vita il referendum sulla legge 8, renderebbe, però, pressoché inutile l'abrogazione della 8 col referendum, perché la nuova legge urbanistica prevede espressamente che il Ppr «conservi validità ed efficacia sino all'approvazione - secondo le disposizioni di cui alla presente legge - di un nuovo Ppr». E la disciplina di approvazione del Piano è contenuta, appunto, nella legge urbanistica in viaggio verso il Consiglio. Tutto questo, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul referendum legato al Ppr, un'altra decisione che potrebbe cambierebbe lo scenario. FORZA ITALIA. In una conferenza stampa, il capogruppo Giorgio La Spisa e i consiglieri Mariano Contu, Oscar Cherchi, Giovanni Pileri e Onorio Petrini hanno lanciato il sospetto che questa fretta di approvare la legge nasconda fini elettorali: «La maggioranza ha constatato che il Piano paesaggistico blocca tutti, forse la stessa Regione per i suoi interventi "mirati"», ha dichiarato La Spisa, «una gabbia con maglie talmente fitte che, quando manca un anno alla fine della legislatura, si rende necessario dare l'impressione di allargarle, riscrivendo il Ppr attraverso nuove norme urbanistiche ». Secondo i consiglieri dell'opposizione, il centrosinistra potrebbe ritrovare la compattezza in Aula e una maggioranza sufficiente ad approvare la legge: «Una situazione ideale per la Giunta, che sbloccherebbe una situazione difficile, dimostrando ai sardi che si sono corretti i disastri». Tuttavia, Forza Italia si augura che una legge urbanistica ci sia, ma con un testo da rivedere «e che sia soprattutto garantista».