Nessun problema: la nuova Soprintendenza archeologica speciale Napoli-Pompei può legalmente funzionare anche con il vecchio consiglio di amministrazione. L'ok è arrivato dal segretario generale del Ministero per i beni culturali, Giuseppe Proietti, che ha «accolto favorevolmente -sottolineano dagli uffici dell'Archeologico - la proposta della stessa Soprintendenza di considerare efficace anche per il nuovo ufficio il consiglio d'amministrazione della cessata Soprintendenza archeologi cadi Pompei». Pertanto, l'organismo che per tutti questi anni ha retto le sortì della Soprintendenza autonoma di Pompei e che era costituito dal soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, dal direttore dei servizi amministrativi Carmela Piemontìno e dal funzionario più anziano in servizio, l'architetto Maria Grazia del Greco, è legittimato a operare per quello che gli compete anche per il territorio dell'ex soprintendenza di Napoli, aggregato a quello pompeiano dal decreto Rutelli del dicembre scorso. Resta esclusa la figura del manager, che era sparita dal primo gennaio 2008 proprio in virtù della riorganizzazione. Dunque, non più limitazione per una tirale aree archeologiche più importanti in assoluto, che in questo primo semestre si era ritrovata letteralmente ingessata e costretta a lavorare solo con l'ordinaria amministrazione. Mentre da Baia a Napoli, a Ercolano, a Pompei, a Stabiae, di ordinario c'è poco o niente. A partire dai problemi con i custodi e le maestranze, per giungere alla manutenzione dei siti, alla programmazione, alia gestione amministrativa. Non ultime le problematiche che alla nuova creatura deriveranno dall'ac-corpamento, con gli uffici doppioni destinati a sparire e, di conseguenza, con lo smembramento delle competenze formatesi in questo trentennio: la Soprintendenza di Pompei nacque nel 1980 da una costala di quella di Napoli. «Sull'autorevole indicazione del segretario Proietti - spiega Guzzo - si è già al lavoro per una prossima riunione dello stesso consiglio d'amministrazione con all'ordine gli indirizzi di spesa e le decisioni strategiche». Da subito, difatti, deve essere impostato il nuovo ufficio che tra i compiti avrà quello di assegnare le competenze al personale, determinare un nuovo organigramma, studiare le programmazioni precedenti delle due soprintendenze. In buona sostanza si tratterà di capire quali saranno le nuove disponibilità finanziarie. Perché se è vero, com'è vero, che nei due ultimi mesi c'è stato un crollo degli ingressi nei siti archeologici, come denunciato dallo stesso soprintendente Guzzo, con conseguente diminuzione delle entrate, la nuova Soprintendenza si potrebbe ritrovare con un bilancio negativo rispetto alle annate passate, con obiettive difficoltà a poter provvedere alla gestione globale dei siti. «E -dice Guzzo - sarà appunto circa le disponibilità finanziarie che dovremo andare a vedere in concreto cosa abbiamo e come programmare».