È facilmente intuibile come il paventato trasferimento della cantina di Gries in altra zona fuori città, ad altro non si ispiri che all'intento squisitamente speculativo di ricavare nuovi spazi edificabili in un contesto urbanisticamente molto appetibile, ma anche molto delicato e meritevole di conservazione. Per questo Italia Nostra, in collaborazione con tutti coloro che, come il Landesverband fr Heimatpflege e alcuni comitati civici cittadini, lavorano ad impedire che accada tutto ciò, è mobilitata da subito con ogni mezzo consentito, perché gli edifici storici della cantina di Gries rimangano dov'è, con il suo carico di storia e di bellezza, e a testimonianza che anche gli scempi nel cuneo verde potevano e potranno essere evitati. L'edificio storico progettato nel XIX secolo dall'architetto Sebastian Altmann, di cui sono ben note le pregevoli architetture e i severi, impressionanti avvolti delle cantine in cui sono alloggiate le botti (ben note nonostante la riservatezza - chiamiamola così, - con cui i vertici della cantina negano a chiunque, compresa la Soprintendenza, qualsiasi attività di documentazione grafica e fotografica dell'edificio), al contrario delle vigne non trasferibile altrove, verrebbe abbattuto. I dati raccolti fino a questo momento parlano di un megacomplesso residenziale di più di 100 appartamenti, 200-300 garages in uscita su Piazza Gries e su Via Vittorio Veneto, fino a 50.000 metri cubi. Il vecchio soprintendente Stampfer aveva provato a mettere sotto vincolo l'area e l'edificio, ma la giunta provinciale si era rifiutata inspiegabilmente (inspiegabilmente?) di mandare avanti la pratica e di approvarla. Allo stesso modo non risulta che in seno alla commissione comunale per la tutela degli insiemi l'argomento sia mai stato trattato né che, su di esso, vi sia un chiaro pronunciamento. La situazione, per come si prospetta, è grave, ma la realizzazione di questo demenziale trasferimento presuppone che la zona, attualmente inquadrata nel piano urbanistico comunale come A2 (centro storico, con nessun aumento possibile di cubatura), venga trasformata in zona B di completamento, con possibilità di aumentare la cubatura a 4,5 mcqm come da recenti proposte del consigliere Syp Ellecosta. Tale trasformazione infatti, dovrà passare per le forche caudine di un consiglio comunale che ci auguriamo non assoggettato agli interessi di pochi per lo svantaggio di tutti. La responsabilità, in tal senso, è, almeno per una volta, ben chiara, e nessuna potrà chiamarsi fuori, se dovesse passare una trasformazione da A2 a B. Ma le disgrazie, come si suoi dire, non vengono mai da sole. Se l'idea di trasferire la cantina è demenziale (non risponderebbe nemmeno a criteri di maggiore produttività!), il luogo in cui il trasferimento dovrebbe avvenire è fuori da ogni logica. L'area prescelta sarebbe infatti quella intorno al maso Anraiter, di fronte all'ospedale di San Maurizio: un paesaggio ancestrale di vigneti e querceto misto che si inerpica sui ripidi fianchi del Monzoccolo a rischio di distruzione per la costruzione della nuova cantina che si estenderebbe su una superficie di 20.000 mq, con volumi verosimilmente ammontanti a parecchie decine di migliaia di me, accanto a grandi superfici asfaltate e a pendici necessariamente da mettere in sicurezza per il pericolo di caduta massi. Scriveva Giorgio Bassani, il grande scrittore ferrarese fondatore nel 1955 di Italia Nostra: «È necessario che ci si convinca - anche in termini meramente capitalistici, magari - che vale la pena di espandersi e di consumare un po' meno, perché l'uomo resti uomo». Un monito su cui, anche nel caso della cantina di Gries, converrebbe minimamente riflettere.
BOLZANO - Italia Nostra vuole salvare la cantina di Gries: No ai 100 appartamenti
Il comune di Gries è minacciato da un trasferimento della cantina storica in un'altra zona della città. Italia Nostra, un'associazione di tutela del patrimonio, si oppone al trasferimento e chiede di conservare l'edificio storico. La cantina è stata progettata nel XIX secolo e ha un carico di storia e bellezza. Il trasferimento sarebbe in contrasto con la tutela degli edifici storici e con la conservazione del paesaggio naturale. La zona proposta per il trasferimento è intorno al maso Anraiter, un paesaggio ancestrale di vigneti e querceto misto che sarebbe a rischio di distruzione.
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