Flavio Tosi vuole avere mano libera sull'uso dell'Arena. Gli dicano il periodo in cui deve restare chiusa: per il resto, piena autonomia per il Comune di decidere come utilizzare l'anfiteatro, senza più la gabbia del numero di serate fisso da concordare con la soprintendenza. «Siamo stanchi di elemosinare le cinque serate in più che poi per gentile concessione del monarca ci vengono concesse - dice il sindaco -. Non è una critica al singolo ma al sistema. I sindaci non sono degli sprovveduti e sono in grado di gestire in piena libertà la situazione. Vogliamo che ci dicano il periodo in cui possiamo utilizzare l'Arena, ma che non ci fissino il tetto delle serate. E' interesse di tutti». Tosi ha spiegato la sua posizione al ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi nel loro incontro di venerdì, prima dell'«Aida». Il ministro ha poi rilasciato alle agenzie dichiarazioni accomodanti, in cui si è detto possibilista su «nuove modalità e tempisti-che di utilizzo dell'Arena». Ma il suo è stato anche un richiamo alle soprintendenze che tutelano il patrimonio archeologico, con cui Tosi è spesso entrato in aperta polemica (a partire dai «quattro sassi» che impediscono i lavori pubblici). «Devono essere sì custodi del nostro patrimonio storico e culturale, ma anche aperti allo spirito di collaborazione con i sindaci e gli enti locali», ha detto Bondi. Perché una sostanziale liberalizzazione dell'uso dell'Arena passa per l'accordo con le soprintendenze; a settembre, Tosi aveva spuntato qualche serata in più, ma aveva dovuto rinunciare alla rassegna dei presepi. Da allora è cambiato però il governo e le prospettive sono diverse. «Non può darci risposta subito - spiega Tosi - ma concettualmente ho riscontrato un'assonanza che mi fa essere fiducioso della riuscita del problema». Particolarmente fiduciosa è anche la senatrice Cinzia Bonfrisco, che ha parlato con Bondi prima e dopo l'incontro con Tosi. In particolare, è rassicurante sulla posizione del ministro riguardo la mostra dei presepi, che quest'anno toccherebbe la 25esima edizione. «Gli abbiamo anche mostrato in Arena dove viene allestita - spiega Bonfrisco - ne ha potuto constatare la grande fruibilità». Nell'incontro, racconta Bonfrisco, si è accennato anche ai finanziamenti. «Stanno valutando di escludere dal Fus la Scala di Milano e l'Accademia Santa Cecilia, per poter destinare maggiori risorse alle Fondazioni minori, come l'Arena», spiega la senatrice. Più difficile da decifrare è invece il prossimo vertice a Roma l'u luglio, che riunirà Tosi e il direttore del Louvre Henry Loyrette, per la prima volta a faccia a faccia dopo l'annullamento improvviso della mostra con i quadri del museo parigino alla Gran Guardia Le aspettative? «Non recuperare la mostra - dice Bonfrisco - ma puntare ad una riapertura concreta di rapporti». Bondi giovedì incontrerà anche Giancarlo Galan che della (fallita) mostra in Gran Guardia è stato il più autorevole detrattore.