23 persone sono state denunciate per estrazione abusiva. Si tratta di imprenditori che in totale spreggio della legge di tutela ambientale operavano senza alcuna autorizzazione Cinque cave per l'estrazione del marmo e di altro materiale lapideo, estese su una superficie totale di 24 ettari, fra Minervino Murge e Andria, sono state sequestrate, e 23 persone sono state denunciate da uomini del corpo forestale dello Stato appartenenti al coordinamento territoriale per l'ambiente di Altamura, guidati da Giovanni Misceo. Le persone denunciate sono i titolari delle cinque imprese e gli esecutori materiali dei lavori di estrazione, vietati essendo quel territorio zona di protezione speciale e sito di importanza comunitaria, in quanto ricadente nel parco dell'Alta Murgia. Le indagini sono state coordinate dal pm della procura di Trani Antonio Savasta. Il provvedimento preventivo di sequestro è stato eseguito su disposizione del gip del tribunale di Trani, Francesco Zecchillo. Le cave sarebbero state realizzate senza autorizzazione, in violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici previsti per le aree protette e senza valutazione di incidenza ambientale. L'Ente Parco, che rappresenta l'autorità amministratuiva del territorio, autorizza esclusivamente piani di recupero e coltivazione delle cave.