Il caso Lordine della Cassazione dopo undici anni Giù le villette di Cassano. Dopo 11 anni dalla confisca dei 17 immobili, proprio ai margini della Foresta Mercadante, dalla procura di Bari arriva lordine di demolizione. A darlo per iscritto, in una lettera inviata al sindaco di Cassano Murge, Giuseppe Gentile (nonché al presidente della Giunta regionale, al dirigente competente della Regione e al Soprintendente dei beni paesistici e culturali di Bari), è il pubblico ministero Roberto Rossi, che segue linchiesta sin dal 1997. Il Comune deve ora possesso delle strutture e trascriverne lacquisizione al patrimonio di Cassano dei terreni abusivamente lottizzati, per poi procedere ad abbattere le 17 ville plurifamiliari, mai abitate. La vicenda giudiziaria, che ha numerosi elementi in comune con Punta Perotti, comincia il 6 febbraio 97, quando il magistrato dispone il sequestro delle ville comprese nella lottizzazione "Garden Village", ritenendole del tutto abusive perché costruiti su terreno boschivo e in barba a tutte le leggi in materia. Gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Cassano appongono i sigilli mentre il costruttore, Vincenzo Varvara, 66 enne di Gravina, viene processato per abusivismo edilizio e condannato in primo grado a nove mesi di reclusione, oltre che al risarcimento del danno al ministero dellambiente, costituitosi parte civile. In secondo grado, più tardi, arriva lassoluzione e la revoca della confisca, contro cui fa ricorso il sostituto procuratore generale: Giuseppe Volpe, nella sua memoria, si richiama anche alla vicenda di Punta Perotti e invita i giudici della Cassazione a tenere conto della sentenza del 29 gennaio 2001 con cui era stata decisa la confisca dellecomostro barese. Si apre quindi negli anni successivi un fitto scambio di corrispondenza fra la Cassazione e la Corte dappello di Bari, che di volta in volta, recepisce gli ordini dei giudici romani. Le 17 villette, edificate a meno di cento metri da ciglio della nota foresta e comunque su "terreno coperto da boschi", restano il principale oggetto della discussione: il 23 marzo 2006 la Corte dappello dispone "la confisca e lacquisizione al patrimonio del Comune di Cassano dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente realizzate". E a nulla vale, infine, il ricorso dellimprenditore di Gravina presentato in Cassazione. L11 giugno arriva da Roma lultima parola: è tutto abusivo e costruito in violazione dei vincoli paesaggistici. Confisca confermata, mentre i reati contestati a Vincenzo Varvara sono ormai prescritti. Toccherà ora al primo cittadino di Cassano dare esecuzione a quello che è un passo inevitabile nella storia degli immobili abusivi. Proprio come è accaduto per Punta Perotti, il sindaco Gentile dovrà adesso procedere ad una gara per incaricare una ditta specializzata di demolire le 17 villette, nate in una zona che per la giurisprudenza (richiamata dalla Suprema Corte) è una zona "boscosa di notevole interesse sotto il profilo ambientale e paesaggistico". Su quello che è un obbligo di legge vigilerà il Comando stazione forestale di Cassano, chiamato dal pm Rossi a comunicare allamministrazione tutti i dati catastali e tecnici utili a portare a compimento lultra decennale vicenda.
PUGLIA - Villette abusive a Mercadante ora il Comune deve demolirle
Il caso Lordine della Cassazione è un'inchiesta che ha avuto luogo a Cassano Murge, in provincia di Bari, per 11 anni. Il pubblico ministero Roberto Rossi ha seguito l'inchiesta, che inizia nel 1997, quando il magistrato dispone il sequestro delle 17 ville abusivamente costruite su terreno boschivo. Il costruttore Vincenzo Varvara è stato condannato in primo grado a nove mesi di reclusione e al risarcimento del danno al ministero dell'ambiente. Tuttavia, in secondo grado, è arrivata l'assoluzione e la revoca della confisca. La Corte d'appello di Bari ha poi confermato la confisca e l'acquisizione al patrimonio del Comune di Cassano.
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