La scure di Tremonti sui 25 milioni stanziati nella scorsa Finanziaria da reinvestire anche sul paesaggio IL DECRETOTremonti cancella anche il fondo previsto dalla Finanziaria 2008 per l'abbattimento degli ecomostri. Risultato: otto scempi di cemento sono tutt'ora in piedi in Toscana in attesa di essere demoliti. Compresi tre insediamenti di villette abusive di nuova scoperta: a Campagnatico, in provincia di Grosseto, trovate l'anno scorso dalla Guardia di finanza; nei pressi di Fiesole, individuate nel 2004 in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale; infine, la villa sul monte Morello, a Sesto Fiorentino, che ha già avuto il parere favorevole del Tarper l'abbattimento. Per il resto, si tratta di colate di cemento arcinote da tempo: lo "Spalmatoio"di Giannutri, una lunga fila di immobili fatiscenti per 11mila metri cubi, il Centro servizi di Procchio a Marciana Marina nell'Isola d'Elba, sotto sequestro dall'ottobre 2003, il "dinosauro" di Radda in Chianti, un'ex cantina sociale mai portata a termine dagli anni'70, l'ex hotel Paradiso a Montecatini Terme, confiscato nel '96 perché controllato dalla banda della Magliana, e infine l'Idit di Siena, un grosso cilindro che doveva essere adibito alla lavorazione di pelati e che non ha mai iniziato la produzione. Niente di nuovo sotto il sole. La loro presenza sul territorio era già stata denunciata da Legambiente all'ex ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli un anno fa. Il Governo Prodi prese provvedimenti e nella Finanziaria 2008 furono stanziati due fondi speciali: uno che aggiungeva 10 milioni di euro alle demolizioni delle opere abusive in vigore dal 2004e quello per il ripristino del paesaggio, che stanziava 15 milioni di euro all'anno fino al 2010. Tutti soldi svaniti nel nulla, o meglio falcidiati dalla manovra fiscale taglia-Ici messa in atto dal Governo, dando il via al secondo atto della politica del condono. «L'ultima Finanziaria aveva previsto 45milioni di euro per l'abbattimento degli ecomostri - dice il presidente di Legambiente Toscana Piero Baronti - con il decreto dell'Ici sono spariti, ma questi colossi non possono continuare a deturpare la nostra regione. Oltretutto, sono in condizioni di estremo degrado e l'unica funzione che assolvono è farci sembrare un paese del Terzo mondo». Anche di affossare tutti gli sforzi di ripristino della legalità sul fronte edilizio, già di per sé una vera strada a ostacoli. Minata come è, continuamente, dai tempi di attesa per i pronunciamenti dei vari tribunali e le decisioni della politica. Eppure, la tutela dell'ambiente non è un dettaglio di poco conto. In tutti i sensi. «Anche dal punto di vista economico dice Realacci - vale molto di più un tratto di costa di Giannutri o un'area del Chianti ben conservata, piuttosto che una colata di cemento abusiva». La Regione fa quel che può, ma non può sostituirsi al Governo. «La Toscana tutela come nessun'altra regione il suo territorio - conclude il presidente della sesta commissione ambiente e territorio del Consiglio regionale Erasmo D'Angelis -ma l'assenza di una cornice legislativa nazionale rende tutto più difficile».
Il governo toglie i fondi per abbattere gli ecomostri
Il governo ha cancellato il fondo previsto dalla Finanziaria 2008 per l'abbattimento degli ecomostri, compresi otto scempi di cemento in Toscana. Questi ultimi sono stati denunciati da Legambiente e avevano richiesto l'abbattimento. Il governo aveva stanziato 15 milioni di euro all'anno fino al 2010 per il ripristino del paesaggio, ma questi fondi sono stati falcidiati dalla manovra fiscale taglia-Ici. La Regione Toscana continua a fare quel che può per tutelare il territorio, ma l'assenza di una cornice legislativa nazionale rende tutto più difficile. I colossi di cemento sono in condizioni di estremo degrado e continuano a deturpare la regione.
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