Il golfo delle meraviglie potrebbe diventare presto sede di stabilimenti privati a prezzi da capogiro. La striscia di spiaggia che lambisce Baratti è diventata l'oggetto del desiderio più sfrenato di proprietari di alberghi in costruzione e di camping in espansione che si contendono, a turno, la concessione di un po' di spiaggia per uso privato. «È una spiaggia piccolissima che dovrebbe essere trattata come una perla -dice Adriano Bruschi, presidente di Legambiente - circolo Val di Cornia - e invece c'è il pericolo imminente della sua cessione. Il Comune, invece di tranquillizzarci, ha risposto che ne avvierà o il rifacimento, così da ampliarla e renderla fruibile per tutti, privati e non». Di certo c'è la richiesta per una porzione ad uso privato da parte di un podere in fase di ristrutturazione a2chilometri dal golfo - "Fattoria di Poggio all'agnello" - che diventerà un albergo da mille posti letto. Senza contare la vicenda del Casone, un podere situato proprio davanti alle tombe etrusche e rilevato da privati per 4milioni e mezzo di euro. Se davvero dovesse diventare un albergo di lusso, come si augura il sindaco di Piombino Gianni Anselmi, l'impatto sulla costa sarebbe tutt'altro che irrilevante. «Ma ci sono anche camping e residence vari che si stanno allargando qui intorno, i villeggianti saranno sempre di più e si riverseranno tutti su questa striscia di spiaggia che è piccolissima - continua Bruschi - e che ospita già due stabilimenti privati». Intanto, la polemica infuria. Anche perché le posizioni del Comune sulla futura destinazione del Casone non sono piaciute. «Questa è una zona che ha suscitato sempre molti appetiti - spiega Bruschi - la società immobiliare Populonia Italica ci aveva provato già qualche decennio fa con un progetto di un porto turistico e migliaia di metri cubi di ville e case. Ci fu uno scontro durissimo che vide anche l'intervento del ministero dei Beni culturali, dopodiché ripiegarono su Punta Ala. Ora siamo di nuovo da capo». Stavolta a tentare il gran colpo è una società controllata dalla Sogespa che, con il podere, ha comprato anche 100 ettari di terreno, compreso buona parte di quello che apparteneva alla Populonia Italica. Il Comune aveva il diritto di prelazione, ma pare non l'abbia esercitato per mancanza di soldi.«Mai soldi spesi dalla Sogespa comprendevano anche i 100 ettari di terreno - conclude Bruschi - il Comune poteva spenderne molti meno ed esercitare il diritto di prelazione sul Casone che poi era l'unico che avesse, invece non l'ha fatto. E pensare che voleva inserire il golfo nelle zone tutelate dall'Unesco ma anche di quello non abbiamo saputo più niente». s.ren.