Licenza a costruire sulla penisola di Lavedo? Si sta aprendo, sul caso, un nuovo vivace dibattito. L'associazione «La cruna del lago» impegnata nella salvaguardia del paesaggio lariano contro l'aggressione sempre più marcata del cemento suona la campana d'allarme, mentre il sindaco di Lenno, Giovanni Botta, rivolta la questione come un guanto e sostiene che sul tavolo ci sono prospettive meritevoli d'essere attentamente valutate con una limitata incidenza del rapporto tra metri cubi e metri quadrati e un significativo tornaconto per la comunità. Di sicuro c'è il fatto che a decidere non saranno sindaco o giunta, ma tutto il consiglio comunale con un confronto palese tra le parti in seduta pubblica. Da «La cruna del lago» vengono un'esortazione e un appello per preservare quel luogo d'eccellenza, unico in Tremezzina, ai margini del quale in passato già ci sono stati episodi accompagnati da roventi polemiche, il massiccio inserimento della ex tessitura Galli, un immobile che ha ferito irrimediabilmente il colle che degrada verso Campo mentre in epoca più recente si è verificato il «caso» della torre Valdè del quale si è occupato il magistrato. PIANO PER LE COSTRUZIONI In relazione a un piano per nuove costruzioni nell'area alta del dosso che volge verso l'Isola Comacina l'esortazione dell'associazione è rivolta a «non infliggere al promontorio un'ulteriore devastante ferita», mentre l'appello è rivolto ai consiglieri comunali affinché, se necessario, «abbiano il coraggio di votare contro la loro stessa maggioranza». Ovvero, nel momento in cui il consiglio comunale sarà convocato per esaminare le controdeduzioni alle osservazioni depositate in municipio dai consiglieri comunali di minoranza Sonia Botta e Marco Palumbo oltre che da cittadini, enti e associazioni sulle varianti allo strumento urbanistico adottate lo scorso ottobre una delle quali è riferita alla penisola di Lavedo. CONFRONTO IN AULA Il confronto in aula, dovrebbe avvenire verso la fine del mese o al massimo nelle prime settimane di luglio, ma il sindaco Giovanni Botta anticipa i propositi dell'amministrazione affermando che «per il Lavedo l'obiettivo è di estendere e articolare la fruizione pubblica riorganizzando sotto il profilo urbanistico la rete dei collegamenti verso la passeggiata a lago e il lido onde attuare itinerari escursionistici di valore paesistico e panoramico dotandoli di adeguati spazi e arredi funzionali collegati alla presenza di villa Balbianello, patrimonio del Fai, con valorizzazione dell'unicità dell'ambiente ». VENTICINQUEMILA METRI DI ULIVI Progetti e programmi ruotano attorno al fatto che il comune di Lenno in uno dei punti più esclusivi della penisola possiede 25 mila metri quadrati sui quali alcuni anni fa era stato impiantato un uliveto. Accanto all'area già pubblica ce ne sarebbe un'altra di 30 mila metri quadrati appartenente a privati, la famiglia Vido, con possibilità di unificare i fondi e costituire un esclusivo polmone verde. LA VARIANTE PREVISTA Il passaggio, previsto dalla variante urbanistica ora al centro dell'attenzione, sarebbe rappresentato dalla concessione ai privati di una possibilità edificatoria su una porzione della loro area di circa 5000 metri quadrati. «Siamo i primi a voler tutelare il Lavedo - aggiunge il sindaco - ma non si può pensare di ottenere tutto dai privati e quella che ci apprestiamo a autorizzare è la costruzione di quattro villette per un totale di 2000 metri cubi con muri in sasso di Moltrasio e accurato inserimento nell'ambiente. Spiegherò tutto ai cittadini in consiglio comunale affinché, con assoluta trasparenza, vengano valutati i particolari dell'operazione». Sulla punta c'è la mitica villa Balbianello, patrimonio del Fai, al centro spicca villa Cassinella, star di Richard Branson, sul fronte verso Lezzeno e l'Isola Comacina si intravedono in mezzo al verde alcuni villini e sul retro si erge la torre Valdé, nella nuova versione un po' ridimensionata dopo l'intervento della magistratura. Il resto della penisola di Lavedo è occupato dal verde con la prospettiva di una valorizzazione proprio a iniziare dall'area sportiva lennese e dal parco pubblico per pic-nic. Sarebbe un modo per riscoprire luoghi di rara suggestione in quanto sulle origini del Lavedo sono state formulate diverse tesi e alcune descrivono il promontorio come la seconda isola del Lario, ben più grande della Comacina, congiunta alla terraferma in era più vicina alla nostra per effetto delle piene del Perlana che scende dalla valle del San Benedetto e dal monte Oltirone. Nelle linee guida dei più recenti strumenti di pianificazione, gli architetti Giuseppe Tettamanti e Giovanna Moretti auspicano per il luogo «una rete di collegamenti verso la passeggiata a lago e il lido con itinerari escursionistici di assoluto valore paesistico», progetti che, secondo i due urbanisti, passerebbero attraverso l'acquisizione al patrimonio immobiliare pubblico dei 30 mila metri quadrati, indicati dal sindaco in modo da attuare percorsi ciclo-pedonali destinati a unire Campo con il Golfo di Venere. Le scelte urbanistiche che si andranno ad attuare dovranno comunque essere condivise non soltanto dal comune in quanto il territorio lennese è interamente assoggettato a vincolo paesistico. Inoltre il paese nell'ambito del piano territoriale di coordinamento provinciale è stato indicato come uno dei centri urbani di rilevanza sovracomunale e identificato come polo attrattore con prerogative destinate a dettare indirizzi nel territorio tremezzino. Fors'anche per questo i due gruppi di minoranza, al momento della discussione e del voto sul documento di inquadramento, comprensivo anche delle indicazioni per la penisola di Lavedo, si erano astenuti. Avevano subordinato il voto all'entità delle costruzioni che si ipotizza di realizzare sul dosso. In sostanza, disco verde per la valorizzazione con poco cemento e rispetto dell'ambiente, no secco per qualsiasi intervento di cementificazione selvaggia.
LENNO - Penisola di Balbianello. Il cemento fa paura. Proteste per le villette
Il comune di Lenno sta considerando la possibilità di concedere licenza a costruire sulla penisola di Lavedo, un'area di grande valore paesistico e naturale. L'associazione La cruna del lago, che si occupa della salvaguardia del paesaggio lariano, si oppone fermamente all'idea, affermando che l'aggressione del cemento su questo luogo è un pericolo per il paesaggio e la natura. Il sindaco di Lenno, Giovanni Botta, sostiene che ci sono prospettive meritevoli d'essere valutate e che il comune potrebbe ottenere un significativo tornaconto economico dalla costruzione di nuove villette.
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