In Italia, per opere dimporto inferiore ai 50 milioni di euro servono mediamente 4 anni per la sola progettazione e si superano i 6 per quelle più impegnative dal punto di vista economico. Troppi? Beh, nemmeno tanti se si spulcia la tabella di marcia redatta dallAiscat. Nellambito delle fasi progettuali, la realizzazione di unopera è attualmente articolata secondo i seguenti step: 1) Approvazione del progetto preliminare da parte dellente concedente. 2) Redazione del progetto definitivo, a cura della concessionaria, corredato dallo studio di impatto ambientale, oggetto di confronto e discussione tra gli enti interessati dal progetto per concordare gli interventi in favore del territorio. 3) Validazione tecnica del progetto da parte dellente concedente. 4) Valutazione di impatto ambientale, la terribile «Via». 5) Conferenza dei servizi nella quale sono riuniti contemporaneamente tutti gli enti competenti (a volte oltre 30) a rilasciare le autorizzazioni al progetto (approvato sulla base di criteri di prevalenza). Spesso sono richieste modifiche progettuali che rendono necessario ricominciare il processo autorizzativo dalla fase di redazione del progetto definitivo. 6) Redazione del progetto esecutivo, a cura della concessionaria, la cui rispondenza alle indicazioni date viene verificata da tutti gli enti competenti. In caso di modifiche o adeguamenti normativi, si pone la necessità di un adeguamento progettuale con conseguente riavvio di alcuni iter approvativi. 7) Approvazione del progetto da parte dellente concedente. Dopo il riconoscimento dellopera come «di pubblica utilità» cominciano le procedure di esproprio delle aree interessate dai lavori. 8) Avvio delle procedure per lappalto. Laggiudicazione dei lavori viene effettuata da unapposita commissione di nomina ministeriale 9) Consegna ed esecuzione dei lavori da parte dellimpresa aggiudicatrice. Per la fase di apertura dei cantieri e di inizio delle attività sono richieste ulteriori autorizzazioni, per esempio quelle urbanistiche. I lavori sono sottoposti alla vigilanza dellente concedente e, spesso, al monitoraggio di osservatori e comitati di garanzia costituiti ad hoc. 10) Dulcis in fundo, apertura al traffico, previa verifica di agibilità da parte dellente concedente. Va inoltre ricordato come nel campo ambientale, oltre alle varie normative locali e nazionali ci sia dallaprile 2006 un Testo unico che prevede per i piani e programmi la Vas, Valutazione ambientale strategica, e per i singoli progetti la già citata Via. Nel primo caso liter prevede, in sequenza: verifica di assoggettabilità, elaborazione del rapporto ambientale, consultazioni, valutazione del pianoprogramma, del rapporto e degli esiti della consultazione, la decisione, linformazione sulla medesima e il monitoraggio. Il tutto in 360 giorni decorrenti dallinizio della verifica di assoggettabilità. Per la Via si parte con la verifica, poi tocca alla definizione dei contenuti dello studio dimpatto ambientale, alla presentazione e pubblicazione del progetto, alle consultazioni, alla valutazione del progetto, dello studio, degli esiti delle consultazioni, alla decisione, alla sua informazione e al monitoraggio. Il tutto in 150 giorni, termine estendibile (hai visto mai...) a 330. Tutto si chiude con la certificazione di compatibilità ambientale da parte dei ministeri dellAmbiente e dei Beni culturali, previo parere delle Regioni interessati. Semplice no? E meno male che è stato scongiurato il silenzio-diniego. Già, perché di solito chi tace acconsente, ma in materia ambientale vale anche il contrario.