Quando è stata costituita, nel 2004, aveva suscitato molte speranze. Poi, però, Arcus, la Spapubblica che fa capo al ministero dellEconomia ma è gestita dai Beni culturali e ha il compito di sostenere progetti nel campo della cultura e dello spettacolo, era stata più volte criticata per scarsa trasparenza e assenza di una programmazione chiara. Tanto da essere commissariata. A marzo 2007 lallora ministro Francesco Rutelli nominò commissario straordinario Arnaldo Sciarelli, e lo designò quale presidente della società. Sciarelli, napoletano, proveniente dal mondo delle assicurazioni, è in attesa di conferma dal nuovo ministro Sandro Bondi. Nel frattempo è finalmente arrivato il regolamento per Arcus: il Consiglio di Stato ha dato il via libera, dopo aver ottenuto alcune modifiche (si veda «Il Sole-24 Ore» del 3o aprile). Dottor Sciarelli, quali le linee dazione per Arcus? Abbiamo migliorato la trasparenza inserendo nel sito web tutti i finanziamenti erogati da Arcus dallorigine a oggi. Poi stiamo lavorando su tre progetti: il primo, già avviato, è una convenzione con il Monte dei Paschi di Siena che consentirà di raccogliere fondi per la cultura. È in arrivo anche un piano di lavoro sulla tutela dei beni culturali e infine stiamo studiando la creazione di unagenzia di rating perla valutazione del territorio italiano sotto il profilo culturale e artistico. I fondi a disposizione a quanto ammontano? Al momento sono quelli previsti dalla legge, cioè il 3 della spesa per le infrastrutture. Ma tutto potrà essere modificato: è il Governo che deve decidere. La cosa importante è che Arcus dovrà attivare una sezione in grado di canalizzare i fondi Ue, che il ministero dei Beni culturali non può utilizzare. La società deve avviare una seria attività di fund raising, divenire un collettore per raccogliere finanziamenti diversi, in funzione della qualità dei progetti e del grado di fiducia del percettore. Lonorevole Gabriella Carlucci ha detto recentemente in unintervista al Sole-24 Ore che «Arcus va rifondata, cercando partner privati». Lei è daccordo? Lo trovo giustissimo, e coerente con quanto Arcus ha iniziato a fare, come la convenzione con Mps. Penso che la sua missione sia anche quella di capofila di raggruppamenti di finanziatori privati. Il problema è offrire loro degli incentivi: negli Stati Uniti linvestimento privato in cultura è un grandissimo business. Da noi, invece, è difficile chiedere soldi. Quali sono progetti di finanziamento in corso? Ci sono iniziative anche per lo spettacolo dal vivo? Cè un decreto ministeriale allesame della Corte dei conti. Aspettiamo. Quanto allo spettacolo dal vivo, il nuovo regola- mento impone di intervenire solo quando lattività è continuativa, con ricadute sul territorio anche di natura socio-economica: non ci saranno fondi per serate o manifestazioni spot. Comunque, siamo in attesa delle decisioni che deve prendere il ministro Bondi. Noi, nel frattempo, abbiamo contenuto al massimo le spese e ridotto di oltre il 40 le consulenze. Anche lorganico di Arcus è sceso da undici a sette persone.