LE RICHIESTE A ROMA. Il sindaco traccia un bilancio dopo gli incontri con i ministri dei Beni culturali e dell'Interno che hanno assistito alla prima di Aida «Da Bondi risorse per l'Arena e collaborazione con le sovrintendenze; con Maroni un piano-sicurezza» Più soldi da Roma per ripianare il buco di bilancio di 20 milioni di euro della Fondazione Arena, ma anche maggiore libertà di manovra nel gestire l'anfiteatro, cioè poterlo impiegare senza limiti per il numero di serate a disposizione. Questa la richiesta di Palazzo Barbieri. E Roma, al momento, prende nota e promette. Buona la prima («Aida», l'altra sera, seguita ieri da «Tosca»), ma per l'Arena è già ora di tirare le somme. Non quelle artistiche ma quelle vere e proprie, finanziarie (già 600mila euro in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, dai biglietti). Ed è di soldi, oltre che di prospettive, che il sindaco Flavio Tosi, presidente della Fondazione Arena, ha discusso con il ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi, in città alla prima di Aida. Come del resto quello dell'interno Roberto Maroni, pure e a Verona per la prima. «Dal punto di vista artistico rivolgo i complimenti al regista De Bosio, al direttore d'orchestra Palumbo e al sovrintendente Girondini per la grande serata di Aida, avvincente sia per veronesi che per turisti, con due ministri e tante personalità». I NODI. Bondi ha assicurato di inaugurare una stretta collaborazione fra governo, enti locali, Comuni e Regioni, per la gestione delle attività culturali, lirica compresa. «Ho chiesto aiuti economici per la Fondazione Arena», commenta Tosi, «facendo presente al ministro la situazione debitoria pregressa e che il precedente governo ha dato soldi a fondazioni liriche molto più indebitate della nostra, una fra le più virtuose quanto a incassi e numeri di spettatori. Senza contare che il Comune deve sostenere tutte le spese per la manutenzione del monumento. Il ministro Bondi ha preso nota di tutto e assicurato il suo sostegno». «ANCORA I PRESEPI». Tra le richieste che potrebbero andare in porto c'è quella di avere ancora a disposizione l'Arena per la rassegna dei presepi, che si tiene in dicembre e gennaio. In seguito all'accordo con la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, le serate a disposizione per spettacoli e concerti in Arena sono diventate quest'anno 75 (72 l'anno scorso, prima erano 64), di cui 50 per la lirica. Per il Comune, affittare l'Arena per un concerto significa introitare 30mila euro a serata (la Fondazione lirica non paga), da utilizzare per i lavori di manutenzione. «Abbiamo firmato quell'accordo "obtorto collo"», spiega Tosi, «rinunciando alla rassegna di presepi. Per questo chiediamo al ministro un utilizzo più ragionevole del monumento. Che sia insomma il Comune a disporne senza limiti di serate, da aprile a ottobre. Quanto ai presepi, non hanno impatto sul monumento e quindi non vedo perché non si possa allestire quella mostra». PROGETTI. Bondi ha chiesto collaborazione anche ai sovrintendenti ai monumenti e il sindaco non si è lasciato scappare l'occasione di presentargli i progetti di parcheggi in centro storico messi in discussione della Sovrintendenza, che li ha bloccati. «In piazza delle Poste, lungadige Capuleti, piazzale Arditi dopo gli scavi siamo fermi e si prevedono ostacoli anche in piazza Nogara», prosegue il sindaco, «e questo non può essere perché dui quei parcheggi la città ha bisogno. Al ministro quindi abbiamo chiesto di intervenire, come del resto per avere a disposizione finanziamenti per restaurare l'Arsenale. Noi vogliamo ricavare soldi vendendo dei palazzi storici, ma questo non è possibile perché sono vincolati. E quindi non abbiamo soldi». SICUREZZA AVANTI. Con il ministro dell'interno Maroni Tosi ha fatto il punto sul pacchetto sicurezza del governo, due settimane dopo l'incontro di Parma con i 21 sindaci (fra cui Tosi) che hanno firmato la carta della sicurezza della sicurezza urbana. Sulla proposta del sindaco scaligero di introdurre il fermo in cella di sicurezza per persone con comportamenti molesti, Tosi dice: «L'intendimento del ministro è trovare un'applicazione concreta e legittima di quello strumento, vedremo se dentro il decreto o il disegno di legge».