Sono ormai lontani gli anni in cui poteva apparire fuori luogo pensare al turismo come ad un fattore di sviluppo importante e significativo: soprattutto per zone come Napoli e la Campania. Questo pregiudizio è alle nostre spalle, o perlomeno dovrebbe esserlo. Il dubbio viene dalla constatazione che, relativamente all'utilizzo dei fondi europei 2000-2006, il settore turistico è uno dei tre in cui meno si è speso e pochissimo ha avuto il segno dello sviluppo. Ha prevalso il solito criterio della distribuzione a pioggia dei fondi, con poche ricadute collettive sul sistema turismo, e con il convincimento di gran parte degli operatori che qualcosa alla fine la Regione avrebbe erogato a tutti: senza alcun particolare impegno di investimento, di ricerca, di iniziativa. È evidente che per il 2007-2013 bisogna cambiare molto, agendo su criteri nuovi di spesa, in un rapporto diverso con imprenditori e istituzioni varie, pensando a forme di gestione dei beni culturali affidate ai privati. In questo senso l'assessore Velardi sta operando, come è anche emerso da un seminario che si è tenuto in questi giorni a Caserta. Si è ripresa una prima proposta di programma di attività bocciata dall'Europa, la si è per quanto possibile rivista e si cominciano a delineare criteri innovativi anche dal punto di vista politico. Ma andiamo con ordine. SEGUE A PAG. 53